Divina commedia
Libri
I Sogni
Vedi anche
Italiano
Latino
Inglese
Greco
Vedi anche
Filosofia
Storia
Informatica
| Excel |
| Video guide Joomla |
| Download |
| Creare siti con Joomla |
Utenti online
NoDe bello gallico VII,72
- Sabato 21 Giugno 2008
- Sezione:
- Categoria: Cesare
In questo capitolo Cesare si sofferma a illustrare le opere di fortificazione da lui predisposte per l'assedio di Alesia: viene costruita una cerchia lunga 16 km e costruita da due fossati, in uno dei quali i legionari deviano un vicino fiume; lungo tutto il perimetro difensivo, si addensano anche terrapieni, palizzate e torri
[72] Quibus rebus cognitis ex perfugis et captivis, Caesar haec genera munitionis instituit. Fossam pedum viginti directis lateribus duxit, ut eius fossae solum tantundem pateret quantum summae fossae labra distarent. Reliquas omnes munitiones ab ea fossa pedes quadringentos reduxit, [id] hoc consilio, quoniam tantum esset necessario spatium complexus, nec facile totum corpus corona militum cingeretur, ne de improviso aut noctu ad munitiones hostium multitudo advolaret aut interdiu tela in nostros operi destinatos conicere possent. Hoc intermisso spatio duas fossas quindecim pedes latas, eadem altitudine perduxit, quarum interiorem campestribus ac demissis locis aqua ex flumine derivata complevit. Post eas aggerem ac vallum duodecim pedum exstruxit. Huic loricam pinnasque adiecit grandibus cervis eminentibus ad commissuras pluteorum atque aggeris, qui ascensum hostium tardarent, et turres toto opere circumdedit, quae pedes LXXX inter se distarent.
[72] Quibus rebus cognitis ex perfugis et captivis, Caesar haec genera munitionis instituit. Fossam pedum viginti directis lateribus duxit, ut eius fossae solum tantundem pateret quantum summae fossae labra distarent. Reliquas omnes munitiones ab ea fossa pedes quadringentos reduxit, [id] hoc consilio, quoniam tantum esset necessario spatium complexus, nec facile totum corpus corona militum cingeretur, ne de improviso aut noctu ad munitiones hostium multitudo advolaret aut interdiu tela in nostros operi destinatos conicere possent. Hoc intermisso spatio duas fossas quindecim pedes latas, eadem altitudine perduxit, quarum interiorem campestribus ac demissis locis aqua ex flumine derivata complevit. Post eas aggerem ac vallum duodecim pedum exstruxit. Huic loricam pinnasque adiecit grandibus cervis eminentibus ad commissuras pluteorum atque aggeris, qui ascensum hostium tardarent, et turres toto opere circumdedit, quae pedes LXXX inter se distarent.
Giulio Cesare, De bello gallico VII,72
Sapute queste cose dai disertori e dai prigionieri, Cesare stabilì questi tipi di fortificazione. Fece scavare un fossato di 20 piedi con i lati perpendicolari affinché il fondo di quel fossato fosse altrettanto grande quanto distavano i bordi superiori del fossato (stesso). Fece arretrare di 400 passi da quel fossato tutte le altre fortificazioni, fece questa cosa con questa intenzione poiché aveva dovuto circondare uno spazio così grande e non era faciole che una così grande opera fosse cinta da una schiera di soldati affinché all'improvviso o di notte la moltitudine dei nemici non piobasse sulle fortificazioni o di giorno non potessero lanciare dardi contro i nostri occupati nei lavori (di fortificazione). Frapposto questo intervallo fece scavare due fossati larghi 15 piedi dalla stessa altezza, dei quali quello più interno che corre per luoghi pianeggianti e bassi, riempì con l'acqua deviata da un fiume. Dopo quelle (fortificazioni) costruì un terrapieno e una palizzata di 12 piedi. A questo aggiunse un parapetto e delle torrette con grandi rami forcuti sporgenti nei punti di connessione tra i plutei e il terrapieno che rallentassero la salita dei nemici e circondò tutto il lavoro con torri che distavano tra di loro 80 piedi.
| ← Cesare inizia l'assedio di Alesia | De bello gallico VII, 28 → |
|---|



