L'avarizia è il peccato che scontano le anime di questo girone. Dante condanna con fervore questo peccato, che ritiene essere la causa principale della cupidigia umana, e con essa della rovina dell'umanità.

In questo girone Dante incontra Ugo capeto, capostipite della dinastia dei capetingi. Violente sono le accuse di Ugo Capeto contro i suoi discendenti. Essendo egli il capostipite della dinastia, si ritiene "radice de la mala pianta". Con accanimento condanna i re di Francia Filippo il Bello, Carlo I e Carlo II, resosi protagonisti di nefandezze e colpe che hanno infangato l'intera dinastia. Il canto si conclude con numerosi esempi di avarizia punita. segue un violento terremoto, che impaurisce Dante, il quale viene confortato da Virgilio. I due poeti proseguono quindi il loro cammino lungo la montagna del Purgatorio.

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1 Ugo capeto e gli esempi di virtù (versi 97-151) borreto 135
2 Ugo Capeto (versi 34-96) borreto 81
3 La "maladetta" lupa (versi 1-33) borreto 84
4 Parafrasi borreto 69