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NoCanto XV
E' un canto dottrinale, dove Virgilio spiega come l'invidia corrode l'animo degli uomini e li conduce al peccato. Gli uomini avidi dei beni terreni, tendono a non condividere con nessuno i beni materiali, poichè essendo questi limitati, ognuno cerca di appropiarsene senza condividerli con gli altri. Il possedere tanti beni è motivo di angoscia e di ansia per gli uomini, che costantemente vivono nella paura di perderli. La logica terrena, in cielo è rovesciata, qui, si gode della beatitudine delle anime, e l'invidia non è conosciuta, anzi la comunione dei beni, aumenta la felicità di ogni anima. Durante la salita lungo questo girone, Dante cade in una specie di sonno, che lo porta ad avere visioni estatiche. Le visioni che si appalesano al poeta sono esempi di mansuetudine, virtù che è opposta all'invidia e che in Purgatorio viene esaltata e viene praticata dalle anime, che in vita furono invidiose, in modo che il loro spirito si possa liberare da questo terribile peccato e ascendere purificato verso il Paradiso.
