Dopo la velata profezia di Odoriso, Dante vede scolpito sul pavimento della prima cornice, numerosi esempi di superbia punita. Dante come un perfetta enigmista scrive le prime quattro terzine facendole iniziare con la lettera V, le seconde con la lettera O, le terze con la lettera M, ad indicare l’acrostico VOM: l’ uomo e la sua superbia

Dante è rimasto impressionato dal discorso di Odoriso, quel vago accenno a quel che sarà il suo futuro, lo preoccupa. Tuttavia anch’egli piegato verso Odoriso, cammina lento e curvo, simile “ai buoi che vanno a giogo”

 

1Di pari, come buoi che vanno a giogo,

m’andava io con quell’anima carca,

fin che ‘l sofferse il dolce pedagogo.

 

D’un tratto Virgilio richiama Dante e lo sollecita a staccarsi da Odoriso, ricordandogli che la punizione toccata a queste anime è giusta, poiché essi devono purgare i loro peccati. Dante si raddrizza, ma rimane comunque pensieroso, poiché le parole di Odoriso lo hanno molto turbato, in quanto anche lui si rivede in quelle anime. Dante sa che il peccato di superbia può riguardare anche lui, data la sua grandezza nell’arte della poesia.

4Ma quando disse: “Lascia lui e varca;

chè qui è buono con l’ali e coi remi,

quantunque può, ciascun pinger sua barca”;

 

 

7dritto sì come andar vuolsi, rifè mi

con la persona, avvegna che i pensieri

mi rimanessero e chinati e scemi.

 

Dante riprende il suo cammino con passi svelti e dritti, in contrapposizione al grave peso delle anime superbe. Virgilio lo invita a guardare in basso, su un piano dove vi sono esempi di superbia punita.

 

 

10Io m’ero mosso, e seguia volentieri

Del mio maestro i passi, ed amendue

Già mostravam com’eravam leggeri;

 

13Ed el mi disse: “Volgi li occhi in giùe:

buon ti sarà, per tranquillar la via,

veder lo letto de le piante tue”.

 

Inizia ora una serie di versi dove Dante mette in evidenza ancora una volta la sua enorme e smisurata cultura. Seguendo la tecnica che aveva già messo in atto a proposito degli esempi di umiltà ora sottolinea quelli di superbia,ed utilizza un sistema incredibile. Sembra che i versi siano usciti da una rivista di enigmistica. Il lettore superficiale e disattento non si accorgerà che negli esempi di superbia, le prime quattro terzine iniziano con la lettera V, le seconde con la lettera O le terze con la lettera M. La disposizione delle iniziali dei versi collocati in singolare evidenza è stata intenzionalmente ordinata a formare un acrostico: VOM cioè l’uomo, creatura miserabile e superba.

La distinzione dei tre gruppi metrici deve corrispondere a una distinzione di tre classi di superbi: “La prima serie è tutta di violenti contro la divinità, la seconda sembra di vanagloriosi, che furono la rovina di se stessi, la terza di violenti contro il prossimo, di tale cioè che dalla loro tirannica brama di primeggiare furono tratti a dar sangue e nell’aver di piglio, puniti i primi da Dio, i secondi dal proprio rimorso e gli ultimi dai loro nemici o dalle loro vittime. L’ultima terzina riassume anche questo sistema di partizione concettuale con l’immagine di Troia, che “fu da sola un esempio tipico di ciascuno di quei tre tipi di superbia: ribelle alla divinità, vanagloriosa e cupidamente tirannica.”

Sull’invito di Virgilio, Dante guarda i bassorilievi che sono sul pavimento, e come simile al ricordi che hanno i parenti dei defunti quando vanno al cimitero a trovare i loro cari, così Dante da quelle scene ricavava esempi di superbia punita

16Come, perché di lor memoria sia,

sovra i sepolti le tombe terragne

portan segnato quel ch’elli eran pria,

 

 

19onde lì molte volte si ripiagne

per la puntura de la rimembranza,

che solo à pii dà de le calcagne;

 

 

22sì vid’io lì, ma di miglior sembianza

secondo l’artificio, figurato

quanto per via di fuor del monte avanza.