Oderiso indica a Dante un'altra anima. E' quella di Provenzan Salvani, capo dei Ghibellini di Siena. Uomo autoritario e superbo. Egli si riscatta dal suo peccato, umiliandosi a cercare l'elemosina a Piazza del campo in Siena per liberare un suo amico prigioniero di Carlo d'Angiò.
Personaggio chiave di questo canto è Provenzan Salvani, che Dante mette in salvo nel Purgatorio, nonostante fosse stato un gran combattente e abbia naturalmente ucciso in battaglia numerose persone. Un gesto di umiltà lo salva. Provenzan Salvani era un "pezzo grosso" della parte dei Ghibellini. Egli era il capo dei Ghibellini di Siena, fazione che in questa città era preponderate rispetto a quella dei Guelfi. Nella battaglia di Montaperti, scontro decisivo per le sorti delle due fazioni, egli guidava la parte senese, mentre quella fiorentina era guidata dal famoso Farinata degli Uberti che Dante colloca inesorabilmente fra i dannati dell'inferno. La battaglia si concluse con la schiacciante vittoria dei Ghibellini che godevano tra l'altro dell'appoggio di re Manfredi, figlio di Federico II. Dopo la vittoria di Montaperti, vi fu un Convegno ad Empoli e molti ghibellini erano decisi a distruggere Firenze, tra questi c'era anche Provenzan Salvani, che propugnava la distruzione della città fiorentina. A questa proposta però si oppose decisamente Farinata degli Uberti. Non ho quindi ben capito, perchè Dante condanni Farinata e salva invece il Salvani. Possibile che l'uomo che voleva distruggere la città natale del sommo Poeta meritasse più attenzione di Farinata ?Provenzan Salvani non fece comunque una bella fine. Trovò la morte in un'altra battaglia, quella di colle Val d'Elsa. La sua testa fu staccata dal corpo e, issata su una lancia, fu portata, come un trofeo, in giro per il campo di battaglia (certo questo doveva essere una moda ai tempi di Dante, infatti è il secondo episodio in cui si celebra questo macabro rito. Il primo è stato quello di Ghino di Tacco con la testa di Benincasa. Un episodio di umiltà salva l'anima a Provenzan Salvani. Tutto il racconto avviene per bocca di Oderiso da Gubbio.
Oderisi indica a Dante l'anima di Provenzan Salvani, uomo che come detto era temuto e tenuto in gran considerazione a Siena, e che ora avanza lentamente sotto il peso del masso e nessuno più si ricorda di lui.
109Colui che del cammin sì poco piglia
Dinanzi a me, Toscana sono tutta;
e ora a pena in Siena sen pispiglia,
Oderisi rammenta a Dante chi era Provenzan Salvani , e gli ricorda il suo grande successo quando nella battaglia di Montaperti diede una sonora lezione alla superba Firenze. Fa impressione vederlo adesso, umiliato e costretto a pagare il prezzo della sua superbia, Oderisi ricorda che la gloria terrena è nulla, è come il verde dell'erba che dura ben poco.
112ond'era sire quando fu distrutta
la rabbia fiorentina, che superba
fu a quel tempo sì com'ora è putta.
115La vostra nominanza è color d'erba,
che viene e va, e quei la discolora
per cui ella esce de la terra acerba."
Dante incassa per l'ennesima volta il rimprovero di Oderiso, ed è abbastanza preoccupato per se stesso, infatti egli appartiene a quella categoria di persone "a rischio". E' un poeta, non solo, è un grande poeta, forse il migliore di tutti e di questo lui è conscio. Il peccato di superbia lo minaccia alquanto, infatti in questa cornice sta incontrando gente come lui. Dante, sono sicuro, che starà pensando che ritenersi il più grande di tutti i poeti, lo condurrà dritto in questa cornice. Oderisi finalmente rivela a Dante il nome di quell'anima. Si tratta di Provenzan Salvani che fu il grande signore di Siena ed era uomo superbo e presuntuoso.
118E io a lui: "Tuo vero dir m'incora
Bona umiltà, e gran tumor m'appiani;
ma chi è quei di cui tu parlavi ora ?".
121"Quelli "è, rispuose , "Provenzan Salvani;
ed è qui perchè fu presuntuoso
a recar Siena tutta a le sue mani.
124Ito è così e va sanza riposo,
poi che morì; cotal moneta rende
a sodisfar chi è di là troppo oso."
Dante non riesce a capire come un uomo prepotente, superbo e violento come Salvani possa starsene in una cornice che tutto sommato alla fine gli garantirà il passaggio al Paradiso. Sappiamo che la clemenza di Dio è grande e che alla fine basta un piccolo pentimento per salvare l'anima, ma Provenzan Salvani se ne dovrebbe stare come minimo nell'Antipurgatorio, a scontare i peccati della sua negligenza, per non essersi pentito prima. Del resto se come lo stesso Oderiso afferma ormai di lui non si ricorda più nessuno e quindi si presume che nessuno preghi per la sua anima e quindi la sua pena non può essere abbreviata.
127E io: "Se quello spirito ch'attende,
pria che si penta, l'orlo de la vita,
qua giù dimora e qua su non ascende,
Oderisi finalmente svela il mistero del perchè Provenzan Salvani abbia salvato l'anima, e francamente dopo averlo letto, mi convince, un bel gesto!, che riscatta di molto la superbia del personaggio. L'amico di Provenzan Salvani era stato fatto prigioniero nella battaglia di Tagliacozzo da Carlo d'Angiò, che aveva messo come taglia per il riscatto, la somma di diecimila fiorini d'oro. Salvani non possedeva tutto questo denaro, per cui "fece ponere un banco con un tappeto sulla piazza di Siena, e puosesi a seder suso, e domandava ai Senesi vergognosamente, ch'elli lo dovessimo aiutare in questa sua bisogna di alcuna moneta, non sforzando persona, ma umilmente domandando aiuto; e veggendo li Senesi il Signore loro, che solea esser superbo, dimandare così graziosamente, si commossono a pietade e ciascuno secondo il suo podere gli dava aiuto, lo re Carlo ebbe li diecimila fiorini e 'l prigioniero fuor di carcere liberato dalla iniquità del re predetto." Quest'uomo potente e superbo, al culmine del suo potere, compie un gesto di umiltà estremamente significativo, chiede l'elemosina, e la chiede ai suoi concittadini, per dirla con una brutta parola che però rende l'idea, "si sputtana", dimostra a tutti che non è un uomo privo di sentimenti e che per un amico è disposto a tutto, anche ad umiliarsi chiedendo la carità. Ora io non ho ben capito se lui avesse potuto ottenere questi soldi anche con la violenza, ma considerato il soggetto sono convinto che poteva convincere i suoi concittadini a sborsare i danari, anche con la forza. Il fatto che li abbia ottenuti umiliandosi e gran bel gesto, che la misericordia di Dio ha tenuto in debita considerazione e di conseguenza oltre a guadagnarsi il Purgatorio, Provenzan Salvani è riuscito anche a "saltare" l'anticamera dell'antipurgatorio!
130se bona orazion lui non aita,
prima che passi tempo quanto visse,
come fu la venuta lui largita ?"
133"Quando vivea più glorioso", disse,
"liberamente nel Campo di Siena,
ogne vergogna disposta, s'affisse;
136e lì, per trar l'amico suo di pena
ch'è sostenea ne la prigion di Carlo,
si condusse a tremar per ogne vena.
Oderiso prosegue , "adesso che ti ho spiegato perchè Provenzan Salvani non se ne sta nell'Antipurgatorio puoi capire la misericordia di Dio, ma se le mie parole non possono esserti completamente chiare, un giorno lo capirai. Anche in questo caso Dante si becca la sua bella profezia. Oderiso allude all'esilio che attende il poeta e la vicenda dei soldi che Provenzan ha dovuto raccogliere per l'amico è abbastanza simile a quello che i fiorentini chiesero per il rimpatrio di Dante. Se questi si fosse offerto pubblicamente a pagare una certa quantità di denaro, cosa che il poeta non fece, avrebbe riottenuto il rimpatrio. Nasce un dubbio: tutta questa storia di Provenzan Salvani sembra essere messa là apposta per dire che il Poeta fra non molto sarà esiliato ma dall'alto della sua dignità, non si piegherà al ricatto dei suoi concittadini e non pagherà alcun riscatto per sè stesso. Certo se fosse stato per un amico, probabilmente Dante avrebbe ripetuto il bel gesto di Provenzan , ma pagare dopo essere stato ingiustamente esiliato dai suoi concittadini di Firenze, questo Dante non lo può sopportare!
139Pi? non dirò, e scuro so che parlo;
ma poco tempo andrà, chè tuoi vicini
faranno sì che tu potrai chiosarlo.
142"Quest'opera li tolse quei confini."