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sembra quasi un reality-show (versi 82 - 96)

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I tre poeti giungono in questa piccola meravigliosa valletta. E’un luogo speciale. Non esiste al mondo un posto come questo. Non so perché, e chiedo scusa per l’irriverente  paragone, ma la lettura di questi versi mi ha ricordato quei reality-show, tipo “Grande fratello”. Spiego perché: a) tutta la vicenda si svolge in un luogo chiuso. La valletta è posta in una nicchia della grande montagna che i poeti stanno salendo, qui è un mondo “racchiuso in se stesso” e dunque dà l’idea di una casa dove si svolgono gli avvenimenti, b) i personaggi che abitano nella valletta sembrano grandi attori, scritturati per interpretare un ruolo. Gente che in terra si odiava, si combatteva,  e lottava sino all’ultimo sangue ,ora se ne sta beatamente insieme a discutere , a farsi i complimenti, con fare mansueto e gentile. “Scusa dice il principe “x” al principe “y”. Posso esserti utile in qualcosa?, posso fare qualcosa per te?”, “oh! Grazie, sei molto gentile. Posso fare io qualcosa per te?”. Questi due principi “x” ed “y “in vita si erano scannati tra di loro, ma qui si amano e si rispettano c) Come nell’ordine delle regole dell’Antipurgatorio, ad uno ad uno questi signori andranno via dalla valletta per passare in Purgatorio e successivamente in Paradiso. Quindi ci saranno “concorrenti” che vinceranno per prima ed altri che verranno promossi dopo. I protagonisti principale di questa valletta (nota come “Valletta dei principi negligenti”) sono:

a) Rodolfo d’Asburgo

b) Ottachero II, re di Boemia

c) Nasetto, ossia Filippo III, re di Francia

d) Pietro III re d’Aragona

e) Carlo I d’Angiò

f) Arrigo III

g) Guglielmo VII marchese di Monferrato

Come si vede una bella compagnia! Personaggi di spicco della scena politica europea.

Giunti alla valletta i poeti odono un canto che proviene dalle anime che vi dimorano. Loro non possono vedere queste anime,  poiché si trovavano sui margini della valle. Il canto che si innalza nell’etere è “Salve Regina”. Come ho detto nel Purgatorio si canta, e si canta pure parecchio. Tutte le canzoni sono a sfondo religioso e servono alle anime per purgarsi dai peccati. Gli abitanti della valletta sono stati in vita avvezzi a tutti gli sfarzi ed i lussi che la vita di corte imponeva. “Il Salve Regina” è la preghiera che s’innalza dopo i vespri, alla Vergine, dai fedeli “gementi e piangenti in questa valle di lacrime” per invocare la grazia d’essere fatti degni di vedere Cristo. Conviene alle anime dell’Antipurgatorio, in genere, e in particolare ai principi di questa valletta, intonare il “Salve Regina”, poichè tale canto si contrappone alle glorie mondane. Questa preghiera rimprovera i superbi che amano e ricercano troppo la potenza terrena, con la quale credono di procacciarsi la felicità, e li induce a umiliarsi e a disprezzare le vanità del mondo.

82“Salve Regina” in sul verde e ‘n su fiori

quindi seder cantando anime vidi,

che per la valle non parean di fuori.

 

Sordello prosegue:” Prima che il sole tramonti, è meglio che io non vi guidi tra tutte quelle persone che cantano l’Ave Regina. Da questo balzo conoscerete meglio tutti quanti che non mescolandovi tra di loro  nella valle”

85“Prima che ‘l poco sole ormai s’annidi”,

cominciò ‘l Mantovan che ci avea vòlti,

“tra color non vogliate ch’io vi guidi.

 

88Di questo balzo meglio li atti e ‘volti

Conoscerete voi di tutti quanti,

che ne la lama giù tra essi accolti.

 

Inizia ora la presentazione dei personaggi di questa valletta. Sordello descrive ai poeti chi sono le anime che vivono in questo luogo, facendo cenno alle loro glorie terrene.

Sordello, fa notare ai poeti uno spirito che silenziosamente se ne sta in disparte:”Quella persona che siede più in alto di tutti gli altri, che non canta come tutti gli altri, e sembra assorto nel ricordo e nel rimorso della sua negligenza, è l’imperatore Rodolfo, che poteva sanare le piaghe dell’Italia che stava morendo e non lo fece. Lasciò questo compito ad un altro re”.

 

91Colui che più siede alto e fa sembianti

D’aver negletto ciò che far dovea,

e che non move bocca a li altrui canti,

 

94Rodolfo imperador fu, che potea

Sanar le piaghe c’hanno Italia morta,

si che tardi per altro si ricrea.

   

E’ evidente che le parole di Sordello sono oscure per chi non conosce le vicende di “Rodolfo imperador”. Come abbiamo visto anche nei canti precedenti , Dante fa numerosi riferimenti a personaggi più o meno famosi che  ha conosciuto personalmente o di cui ha sentito parlare. Il lettore non può capire quello che Dante dice nei suoi versi, se non conosce perfettamente la storia dei personaggi.

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Febbraio 2012 21:02

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