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NoI principi negligenti della valletta ( versi 97-136)
- Venerdì 01 Agosto 2008
- Sezione:
- Categoria: Canto VII
Indice
- I principi negligenti della valletta ( versi 97-136) (<--)
- Rodolfo II
- Nasetto
- Filippo il Bello
- Carlo II detto il zoppo
Tutti quelli che amano la storia, sanno benissimo che quella medievale è la più ostica e difficile da ricordare. Tutti ricordano le vicende di Roma antica, conoscono i grandi imperatori come Nerone, Giulio Cesare ecc., anche della storia risorgimentale tutti ricordano Garibaldi, Cavour, Mazzini . Ma chi ricorda le complicante vicende dell’Italia dei comuni e dell’Europa dei feudi del 1200-1300 ? Credo in pochi. Ecco quindi che occorre sapere almeno un po’ queste storie per comprendere i versi che seguiranno. “Rodolfo imperator fu, che potea sanar le piaghe c’hanno Italia morta, si che tardi per altro si ricrea”. Rodolfo imperador è Rodolfo I o Rodolfo I d’Asburgo, nato il 1 maggio 1218, e morto il 15 luglio 1291. Gran personaggio!. Già Dante gli ritaglia uno spazio tutto suo nella valletta, poiché lo pone in atteggiamento pensieroso e non canta come tutti gli altri. Una personalità forte quindi. Rodolfo fu uno dei sovrani più amati nel medioevo. Ebbe due moglie. Sconfisse Ottocaro II, re di Boemia. Dopo la morte del padre, Rodolfo divenne conte sui territori sparsi tra l’Alsazia e l’attuale Svizzera nord-occidentale. Grazie alle sue conquiste militari, e ai buoni rapporti con gli altri conti, riuscì ad estendere i propri territori. Dopo la dinastia degli Hohenstaufen, l’impero Asburgico venne contrassegnato da una fase di instabilità, caratterizzato dalla contemporanea presenza di diversi re. Questo periodo fu chiamato interregno, e terminò quando, grazie all’iniziativa di papa Gregorio X, il 1 ottobre 1273 all’età di 55 anni, Rodolfo venne eletto Re dei Romani. Fu incoronato dall’arcivescovo di Colonia nella città di Aquisgrana. Ebbe un ruolo importante nella sua elezione la circostanza che i papi si attribuivano il diritto di ratificare l’elezione del Re dei Romani. Alla morte di Riccardo di Cornovaglia, il papa non volle riconoscere il suo rivale, Alfonso X di Castiglia, come legittimo re, lasciando in questo modo campo libero ad una nuova elezione da parte dei principi elettori. Oltre a Rodolfo la rosa dei candidati comprendeva il re di Boemia, Ottacaro II, il re di Francia Filippo III e Federico II l’Audace.
Rodolfo dovette assicurare ai principali elettori la restituzione dei beni imperiali sottratti durante il periodo degli Hohenstaufen, e che d’allora in poi tali beni sarebbero stati alienati solo con il consenso dei principi elettori. Inoltre si impegnò a riappacificare l’impero e a terminare le numerose guerre private in corso.
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