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NoLe anime dei morti per violenza (versi 1-24)
- Sabato 26 Luglio 2008
- Sezione:
- Categoria: Canto VI
| Indice |
|---|
| Le anime dei morti per violenza (versi 1-24) |
| Ghino di Tacco |
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Quando Dante parla delle anime che incontra nel suo viaggio nell’Antipurgatorio, non ne precisa il numero. Dice di aver incontrato una “schiera di anime”, senza mai specificarne l’esatto numero. Si capisce comunque che devono essere parecchie. Stupore e meraviglia hanno le anime che incontrano un uomo vivo nel regno dei morti!,poi passate queste prime sensazioni, tutti si rendono conto che Dante rappresenta un’occasione meravigliosa, da sfruttare, per ridurre la loro permanenza in quel luogo. Bene o male tutte quelle anime hanno in terra qualcuno che può pregare per loro, e la preghiera delle persone in grazia di Dio riduce il loro tempo d’attesa nell’Antipurgatorio. E’ pertanto fondamentale che Dante venga a conoscenza della loro identità per poter poi trasmettere il messaggio ai familiari. E’ vero che siamo nel Purgatorio, in un regno dove le anime non sono spiriti cattivi, forse lo sono state in terra, ma comunque alla fine si sono pentite, quindi sono anime benigne, alcune nobili, ma sono pur sempre persone di un certo “carattere” gente che in terra “ si era fatta rispettare”: Iacopo del Cassero, Buonconte di Montefeltro, Manfredi, sono esempi di grandi guerrieri e uomini d’azione. Sono quelli che per primi si fanno largo nella schiera delle anime facendosi riconoscere dal Poeta. E le altre anime? Sicuramente tra di loro ci sono persone di grande valore che vogliono parlare con Dante, il quale non ha paura di loro, ma è preoccupato, vorrebbe accontentarli tutti. Chiede conforto e consiglio a Virgilio. Ma Virgilio che in altre occasioni ha dimostrato risolutezza e decisione, non sa ora che “pesci prendere”. Come liberarsi di quelle anime?, Come soddisfare tutte le loro richieste? Il povero Dante sa che non riuscirà a tenere in mente le identità di tutti. Certo, si ricorderà sicuramente di Pia, dato che le presenze femminili non sono in gran numero, ma le altre anime, come farà a ricordarsene? La vicenda mi fa venire in mente quei concerti di musica leggera che si tengono in grandi piazze o comunque in spazi ampi e dove si esibisce un cantante di moda. Quando il protagonista dello spettacolo termina la sua esibizione, quasi sempre viene “assalito” dai suoi fans: lo amano, e quindi lo vogliono vedere da vicino, possibilmente toccarlo, magari parlargli, e comunque vogliono farsi fare un autografo. La “star” cerca di accontentare tutti, dà la mano, manda saluti, firma autografi, ma poi la ressa delle persone aumenta e il divo si rende conto che il troppo affetto dei suoi fans può creargli problemi di incolumità fisica. A quel punto intervengono le sue guardie del corpo e viene messo in salvo. Dante non ha guardie del corpo (sicuramente non può essere considerato tale Virgilio) .Comincia a temere che tutte quelle anime gli impediranno di proseguire nel suo cammino. Rimpiange di avere quel suo corpo mortale che riflettendo i raggi solari attira l’attenzione di tutte le anime che incontra. Piccola parentesi per spiegare cos’è il gioco della zara. Oggetto di insistenti, quando inutili divieti negli statuti comunali, era diffusissimo nel trecento. Si faceva gettando su un tavoliere tre dadi e consisteva nell’indovinare in anticipo i numeri risultanti dalle loro possibili combinazioni. Quei numeri, al di sotto del 7 e al di sopra del 14, come il 3, il 4, il 17, il 18, che potevano nascere da una sola, anziché da più combinazioni, erano considerati “nulli”. Il nome del gioco viene dall’arabo az-zahr che significa appunto dadi. Al gioco assistevano molti sfaccendati e, alla fine, il vincitore veniva circondato da postulanti che approfittavano della sua passeggera euforia per ottenere da lui soccorsi e regali.
Ultimo aggiornamento Domenica 05 Febbraio 2012 19:39



