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Pia dei Tolomei (versi 130 - 136 )

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Viene narrata la storia della nobil donna Pia dei Tolomei, sposata con Nello Pannocchieschi. Pia viene Uccisa misteriosamente nel suo castello dal marito.

{mosgoogle left}Il V canto del Purgatorio termina con l'incontro tra Dante e una misteriosa figura di donna, di nome Pia . Dopo tante figure maschili, il Poeta incontra questa dolce figura femminile. In poche battute, con maestria inimitabile, emerge il ritratto storico-psicologico di quest'anima. Pia è una figura strana, misteriosa, inquietante, di cui in realtà si conosce poco. Perchè Dante l'abbia inserita fra queste anime dell'antipurgatorio non è chiaro. Quale peccato la donna ha commesso per stare insieme a queste anime? Perchè Dante ci racconta questa storia del suo tempo, senza chiarire i misteri che la circondano? Fra i numerosi personaggi che popolano la Divina Commedia, Pia dei Tolomei è uno dei più imperscrutabili ed affascinanti.

Esisteva in Maremma un castello, chiamato il Castello di Pietra dove nel 1297 una nobile donna venne uccisa. Venne fatta precipitare dalla finestra della camera nuziale. Il luogo dove accadde l'orribile misfatto viene ancora oggi viene chiamato salto della Contessa. Di castel di Pietra e dei suoi misteri non resta ormai che qualche brandello di mura divorato dalla vegetazione e dal tempo. Ma c'è chi giura di aver visto l'ombra di una donna apparire fra le rovine di quello che fu il suo castello, una visione accompagnata da un rumore metallico, come di un anello che cade sul selciato. Molti inoltre giurano di aver visto quella stessa donna apparire, nelle notti senza luna sull'antico ponte ad arco che sorge nei pressi del borgo di Rosia, a poca distanza da Siena e che è noto come Ponte della Pia. Qui, la candida figura, appare immobile e triste, a fissare le acque del fiumiciattolo che scorre lento fra i boschi di leccio. Mentre il vento raccoglie i suoi sospiri ed il suo dolore.

La donna che come uno spettro in cerca di pace vaga tra le rovine di quella che fu la sua abitazione, è Pia dei Tolomei. Nata a Siena da una famiglia fra le più importanti della città, un casato di ricchi banchieri. La casa natale di Pia è ancor oggi ben visibile (almeno così sostengono i Senesi) in via S. Pietro, nel cuore della città del Palio, a soli due passi da piazza del Campo.

Dante dedica alla nobil donna senese sette versi, tra i più belli e famosi della Divina Commedia:

130"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,

e riposato de la lunga via",

seguitò 'l terzo spirito al secondo,

 

133ricordati di me che son la Pia;

Siena mi fè, disfecemi Maremma;

salsi colui che 'nnanellata pria
 

136risposando m'avea con la sua gemma".

In solo sette versi, il sommo Poeta fiorentino, scolpisce e immortala la tragica vicenda di Pia dei Tolomei. Superfluo aggiungere commenti a questi versi che da secoli hanno incantato milioni di lettori ed hanno portato alla ribalta la vicenda tragica di Pia.

Pia dei Tolomei come ogni rampolla di nobile famiglia che si rispetti, non potè sottrarsi dalla tradizione dei matrimoni combinati. Venne data in sposa a Nello dei Panocchieschi. Allora, questo non era un cognome di poco conto. Si trattava dei potenti padroni di gran parte della Maremma, i cui castelli punteggiano ancor oggi le cime di molti rilievi boscosi, a due passi dal mare di questa parte della Toscana. Ma non dovette essere un matrimonio felice. Di sicuro, il ricco e potente marito, la uccise o la fece uccidere. Forse avvelenandola, forse strangolandola, oppure facendola precipitare dalla finestra della camera nuziale. In ogni caso, la sua morte venne fatta passare come un disgraziato incidente. Ma se chiara non è la modalità della morte della bella Pia, oscuro è anche il movente. Forse la donna tradiva il marito? Oppure fu soltanto vittima delle calunnie di un certo Ghino, al quale il marito, in partenza per la guerra, aveva lasciato in custodia la giovane moglie e che volle vendicarsi sulla povera Pia che gli aveva negato le sue grazie? Oppure era lo stesso Nello invaghito di un'altra donna, Margherita, che decise di eliminare la ormai scomoda moglie? O che la voleva punire per non avergli dato figli maschi? C'è chi avanza anche un'altra teoria. Qualcuno avrebbe scorto l'ombra furtiva di un uomo che usciva dalla stanza di Pia, abbracciandola e l'avrebbe riferito al legittimo consorte, il quale non ci pensò due volte a punire l'infedele moglie, salvo poi apprendere che, in realtà, era stata vittima di un tragico equivoco: l'uomo così in confidenza con la moglie altri non era che il fratello di lei, costretta ad incontrarla di nascosto perchè parteggiava per una parte politica avversa ai Pannocchieschi.

Forse in questi racconti c'è la verità, ma non lo sapremo mai. Dante stesso, non volle essere preciso, probabilmente perchè la vicenda, allora appena avvenuta, era ben nota a tutti e quindi non occorreva scendere nei particolari. Forse per paura di inimicarsi il potente casato dei Pannocchieschi, in un momento in cui, cacciato da Firenze, Dante era costretto a trovare ospitalità nelle corti della Penisola.

Nello, non ebbe problemi a riprendere una giovane moglie che gli dette un erede. Ma, narra un codice anonimo, che Dio volle punire il padre assassino, facendo annegare il figliolo ormai dodicenne nel profondo di un pozzo.

Pia appare a Dante come una donna molto dolce che vuole come unico scopo essere ricordata in terra.

Ella enuncia gentilmente e brevemente al pellegrino il luogo in cui nacque, Siena, e in cui fu uccisa, la Maremma. Allude attraverso una perifrasi al suo assassino che identifica nel marito. Ella assume un tono recriminatorio verso il suo uccisore, sembra infastidita dal fatto che prima egli la presa come sposa e successivamente la uccise. L'atteggiamento della donna nel raccontare la propria storia è distaccato e freddo, come a sottolineare il suo completo distacco dalla vita e dal mondo terreno; è l'unica anima nel canto, tuttavia, dalla quale traspare un velo di cortesia, chiedendogli di farle il favore di ricordarla in terra solo dopo essersi riposato dal lungo viaggio.

Quel "ricordati di me" è così struggente da essere diventato uno dei versi più famosi del poema ed è permeato di lieve dolcezza femminile, sottolineato dalla familiarità di farsi chiamare con l'articolo determinativo davanti al nome (la Pia).

Nonostante ciò, questo non basta a spiegare la celebrità di questo passo, che è dovuta soprattutto all'alone di mistero che circonda questa figura.

Perchè Dante ha inserito la storia di Pia dei Tolomei nella Divina Commedia? La misteriosa vicenda di questa donna sembra essere avulsa dal contesto del poema. Pia avrebbe potuto essere collocata in qualunque altro luogo del Purgatorio. Se come si allude fosse stata sposa infedele e concubina poteva essere destinata anche nel girone dei lussuriosi. Se invece la nobil donna senese venne uccisa innocente dal marito, ci troveremmo di fronte ad una martire, ad una donna sacrificata senza alcun motivo in modo violento da un marito privo di scrupoli .Il Paradiso avrebbe dovuto essere il suo luogo naturale. Dante lascia incertezza sulla vera causa della morte della Pia. Ecco allora che ritorna la domanda iniziale. Perchè il poeta cita questa vicenda dai contorni incerti e nebulosi, invece di narrare un fatto di cronaca nera senza tanti misteri ed insicurezze? Non credo mancassero ai tempi di Dante fatti violenti di personaggi noti, degni di essere menzionati nella Commedia. Si ha la sensazione che Dante voglia lasciare al lettore la scelta di stabilire se Pia sia stata o no una moglie infedele. Tuttavia le leggende che sono fiorite attorno a questa figura lasciano intravedere una vittima, uno spirito inquieto, che vaga, in cerca di una giustizia che nemmeno il sommo poeta gli ha reso. Si ha la sensazione che Dante non poteva dire chiaramente come stavano le cose, probabilmente sapeva bene come si erano svolti i fatti, ma non poteva schierarsi contro la potente famiglia del marito della Pia. Se così fosse, il poeta non fa una bella figura, perchè questo atteggiamento pilatesco, non gli fa onore, non è degno di lui! Poteva non interessarsi alla vicenda di Pia, nessuno se ne sarebbe accorto. Però il poeta ha preferito trattarla, ma lo ha fatto in maniera ambigua, sfuggente. Per quale impenetrabile ragione Dante ne parla, ma non chiarisce, "dice e non dice"?. Sembra che Dante voglia dire:"Cari lettori, io non posso dire di più, e non ne posso spiegare i motivi. Ognuno di voi dia il suo personale giudizio su questa misteriosa storia!".

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Febbraio 2012 20:31

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