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Se Castore e Poluce (versi 13-96)

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Indice

  1. Se Castore e Poluce (versi 13-96) (<--)
  2. Una dura salita
  3. Fetonte

Prosegue la lenta e difficoltosa salita che i due poeti devono seguire. Dopo alcune terzine molto semplici , Dante ritorna a discorrere di fenomeni astronomici.

Il poeta è così concentrato nell'ascoltare il racconto di Manfredi che non si accorge che il sole è salito di altri cinquanta gradi, cioè sono passati dal suo levarsi tre ore e venti minuti. In questo spazio di tempo, i due poeti hanno assistito all'arrivo della nave guidata dall'angelo, si sono fermati a parlare con Casella e ad ascoltarne il canto, si sono quindi avviati verso il monte, hanno incontrato la schiera delle anime negligenti e udito il racconto di Manfredi. Giunti ad un punto del monte, le anime indicano ai due poeti dove la parete della montagna si fa meno erta ed è possibile salire.

13Di ciò ebb'io esperienza vera,

udendo quello spirito e ammirando;

chè ben cinquanta gradi salito era

 

16lo sole, e io non m'era accorto, quando

venimmo ove quell'anime ad una

gridaro a noi:"Qui è vostro dimando".

Analizziamo con attenzione le due terzine che seguono:

19Maggiore aperta molte volte impruna

Con una forcatella di sue spine

L'uom de la villa quando l'uva imbruna,

 

22Che non era la calla onde saline

Lo duca mio, e io appresso soli,

come da noi la schiera si partine.

Chiaro? Per me non è stato così, Per cui ho cercato sul vocabolario il verbo Imprunare che significa "ostruire con pruni il buco di una siepe". I Pruni, sono "cespugli spinosi usati per far siepe".Adesso il senso della frase appare chiaro. Dante sostiene che è maggiore l'apertura ristretta di una siepe, che il contadino ("l' uom de la villa") si affretta a chiudere con una piccola forca di pruni, nel tempo prossimo alla vendemmia, per difendere l'uva, che l'angusto sentiero ("calla") attraverso il quale i poeti sono costretti a salire.

L'impervia salita viene paragonata alle montagne ripide e tortuose che il Poeta ha conosciuto nel corso della sua esistenza. Le montagne più ripide da lui viste sono niente in confronto alla scalata che li attende.

25Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,

montasi su in Bismantova e in Cacume

con esso i piè; ma qui convien ch'om voli;

San Leo, Noli, Bismantova, sono località montagnose conosciute da Dante. Cacume è la sommità, il ponte più elevato, che si erge dalla parte sud-ovest della sommità di Bismantova.

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Febbraio 2012 20:46

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