Vedi anche

Inglese

Vedi anche

Filosofia

Utenti online

No

Parafrasi

  • PDF
Parafrasi canto quarto purgatorio. Graditi commenti.

Quando per un’impressione dilettosa o dolorosa,

che prende fortemente una qualche virtù della

potenza sensitiva della nostra anima, questa si

concentra tutta in essa facoltà, allora appare evidente

che essa non intende più ad alcuna altra potenza o funzione.

Ciò dimostra la falsità della dottrina platonica

Secondo cui in noi si formerebbero

Successivamente nel tempo e vivrebbero

Poi l’una accanto all’altra più anime

Distinte fra loro.

Però, quando si ode e si sente una

Cosa che attrae fortemente a sé l’anima,

il tempo passa, e l’uomo non si accorge.

L’anima è legata a quel vedere e a quell’udire,

e non presta quindi attenzione

al trascorrere del tempo; questa potenza opera

sciolta dall’animo, e non è quindi

avvertita da essa.

Di ciò io ebbi esperienza

Ascoltando intensamente e guardando intensamente

Quello spirito.

Il sole era salito di oltre cinquanta gradi

Quando giungemmo ad un punto,

dove tutte insieme quelle anime

ci gridarono “Questo è il luogo

di cui ci avete domandato”.

Maggiore apertura riempie

Con i pruni, con un forcatella

Il contadino, quando l’uva comincia

A maturare,

che quella strada che salimmo

la mia guida ed io, soli

come da noi la schiera delle anime

si era dipartita.

E’ possibile salire o scendere

Coi piedi montagne ardue e scoscese,

come Sanleo o a Noli,

o salire fino alla sommità di Bismantova,

solamente coi piedi,

ma qui è necessario volare,

con le ali veloci del desiderio,

confortato dall’esempio e dalle parole

della mia guida

che mi infondeva speranza

e mi illuminava il cammino.

Noi salivamo su per un sentiero

Profondamente scavato nella roccia,

così angusto che le sue sponde ci

stringevano da una parte e dall’altra,

e così ripido che per salire occorreva

aiutarsi con le mani.

Poi che fummo in alto, sulla parete

Della roccia, dove si apre una zona

Ancora in pendio, dalla quale

Si procede allo scoperto, poiché non

C’è più una via insaccata nella roccia.

“Maestro mio” diss’io “che via faremo?”

Ed egli a me”nessun tuo passi pieghi

Né a destra né a sinistra,

avanza sempre verso l’alto, finchè ci appaia

qualche guida esperta del cammino.

La sommità del monte era così

Alta che soverchiava la facoltà visiva,

non si riusciva a vederla.

Il pendio, alquanto più ripido,

che una linea tirata dal punto di mezzo

di un quadrante al centro del cerchio.

Io ero stanco, quando dissi:

“O dolce padre, volgiti, e guarda

Come rimango da solo,

se non ti fermi ad aspettarmi.”

“Figliuolo mio” disse, “trascinati fino a qua”

Additandomi un balzo un poco su

Che da quel lato il poggio tutto gira.

Le sue parole mi spronarono così tanto

Che camminando carponi lo seguii.

Ambedue ci ponemmo seduti,

volti a levante da dove eravamo saliti,

e riguardando il cammino che avevamo fatto

salendo, ne traemmo giovamento e diletto.

Drizzai gli occhi verso la riva

Estrema e più bassa di quell’isola,

poi li alzai al sole, e mi stupii

che eravamo colpiti dai suoi rag gi da sinistra.

Virgilio si accorse che io

Stavo guardando sbalordito il carro del sole

Alzarsi e salire alla sua sinistra,

fra lui ed il settentrione.

Virgilio mi disse:” se la costellazione

Dei gemelli fosse col sole,

tu vedresti la parte rosseggiante dello

zodiaco ruotare ancora più vicina

alle due orse, vale a dire più a nord,

e quindi più a sinistra, a meno che

non deviasse, cosa assurda, dal suo

cammino consueto. Se vuoi comprendere

come ciò accada, raccogliti in te stesso

e immagina Gerusalemme e il Purgatorio

collocati sulla terra in tal modo

di avere un medesimo orizzonte astronomico

ed emisferi diversi; ciò posto, la strada

che il sole percorre nel suo moto diurno

(e della quale Fetonte deviò, allorchè

Il padre gli aveva incautamente affidato

Il suo carro), vedrai che rispetto a

Costui (al Purgatorio) deve procedere da

Destra a sinistra, e rispetto a colui (Gerusalemme)

Da sinistra a destra. Perciò, trovandosi a

Gerusalemme, guarda verso levante, ha il sole

Alla destra, mentre chi sta nel Purgatorio,

con gli occhi rivolti ad oriente né è

ferito alla sinistra”.

“Certo maestro” diss’io, “mai intesi

Così chiaramente alcuna cosa,

alla quale il mio intelletto paresse insufficiente

così come ora intendo; se il cerchio meridiano

della rotazione celeste che l’astronomia chiama

equatore, il quale resta sempre fra

la latitudine ove si trova il sole e quella

dov’è inferno, per la ragione detta da Virgilio,

(cioè di essere il Purgatorio agli antipodi di Gerusalemme),

dista tanto dal Purgatorio verso nord,

di quanto gli Ebrei lo avevano verso sud”.

Ma se ti piace saperlo, ti dirò

Che questo monte è tanto alto che

I miei occhi non riescono a vedere la sommità.

E Virgilio a me:”Questa montagna è tale

Che all’inizio la salita è sempre più

Faticosa, ma man mano che si sale,

diventa meno faticosa.

Perciò quanto la scalata ti sembrerà dolce,

tanto che il salire risulterà facile,

come l’andare sopra una nave

secondo la corrente, allora sarai alla fine

di questo sentiero e potrai riposare

senza angoscia.

Più non ti posso dire. Questo è quello che so”.

Come Virgilio ebbe finito di parlare,

si udì da vicino a noi una voce

:”Forse prima di arrivare lassù,

avrai bisogno di sederti!”.

Al suono di questa voce ci girammo

E vedemmo alla nostra sinistra un gran masso,

del quale né io, né Virgilio, c’eravamo accorti.

Andammo verso là, e vedemmo molte persone

Che stavano a l’ombra dietro al sasso,

distese, sedute, con atteggiamento rilassato.

Uno di loro che sembrava stanco,

seduto, con le mani che abbracciavano le

ginocchia, tenendo il viso giù in basso tra esse.

“O dolce signor mio” diss’io

“guarda colui che dimostra negligenza,

come se la pigrizia fosse sua sorella”.

Allora si volse a noi e ci degnò della

Sua attenzione, volgendo solo gli occhi,

lo sguardo, rasente alla coscia, senza

alzare il volto, e disse:

“Ora vai tu su, che sei bravo!”

Conobbi allora chi era, e quell’affanno

Che ancora mi affrettava il respiro

Non mi impedì di andare verso di lui,

dopo che fui giunto, alzò la testa

lentamente, dicendo:”Hai visto bene

come il sole sorge da sinistra?”.

I suoi atti pigri e le sue brevi parole

Mossero le mie labbra a un riso,

poi cominciai:”Belacqua, a me non

dispiace vederti qui, ma dimmi perché

stai seduto qui? Attendi la guida di qualcuno?

O ti è nuovamente ripresa la tua solita pigrizia?

Ed egli “O fratello, che m’importa di andare su?

Tanto l’angelo di Dio, che custodisce la porta

Del Purgatorio, non mi farebbe entrare per

Purgare i miei peccati.

Prima conviene che il cielo giri intorno a me,

quanto feci in vita, perché indugiai

al pentimento, se le preghiere non mi

aiutano, ma devono essere preghiere fatte

da una persona in grazia di Dio, perché

quelle fatte da un peccatore, in cielo non vengono esaudite”.

E già Virgilio innanzi a me saliva la montagna,

e diceva:” Vieni ormai, il sole è al meridiano

(è mezzogiorno) e illumina tutto

L’emisfero australe, mentre su tutto

L’emisfero opposto si distende

La notte che è giunta ormai fino al

Marocco e alla riva dell’Oceano,

all’estremità occidentale, sulla terra abitata.

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Gennaio 2009 18:45

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna