Quando per un’impressione dilettosa o dolorosa,
che prende fortemente una qualche virtù della
potenza sensitiva della nostra anima, questa si
concentra tutta in essa facoltà, allora appare evidente
che essa non intende più ad alcuna altra potenza o funzione.
Ciò dimostra la falsità della dottrina platonica
Secondo cui in noi si formerebbero
Successivamente nel tempo e vivrebbero
Poi l’una accanto all’altra più anime
Distinte fra loro.
Però, quando si ode e si sente una
Cosa che attrae fortemente a sé l’anima,
il tempo passa, e l’uomo non si accorge.
L’anima è legata a quel vedere e a quell’udire,
e non presta quindi attenzione
al trascorrere del tempo; questa potenza opera
sciolta dall’animo, e non è quindi
avvertita da essa.
Di ciò io ebbi esperienza
Ascoltando intensamente e guardando intensamente
Quello spirito.
Il sole era salito di oltre cinquanta gradi
Quando giungemmo ad un punto,
dove tutte insieme quelle anime
ci gridarono “Questo è il luogo
di cui ci avete domandato”.
Maggiore apertura riempie
Con i pruni, con un forcatella
Il contadino, quando l’uva comincia
A maturare,
che quella strada che salimmo
la mia guida ed io, soli
come da noi la schiera delle anime
si era dipartita.
E’ possibile salire o scendere
Coi piedi montagne ardue e scoscese,
come Sanleo o a Noli,
o salire fino alla sommità di Bismantova,
solamente coi piedi,
ma qui è necessario volare,
con le ali veloci del desiderio,
confortato dall’esempio e dalle parole
della mia guida
che mi infondeva speranza
e mi illuminava il cammino.
Noi salivamo su per un sentiero
Profondamente scavato nella roccia,
così angusto che le sue sponde ci
stringevano da una parte e dall’altra,
e così ripido che per salire occorreva
aiutarsi con le mani.
Poi che fummo in alto, sulla parete
Della roccia, dove si apre una zona
Ancora in pendio, dalla quale
Si procede allo scoperto, poiché non
C’è più una via insaccata nella roccia.
“Maestro mio” diss’io “che via faremo?”
Ed egli a me”nessun tuo passi pieghi
Né a destra né a sinistra,
avanza sempre verso l’alto, finchè ci appaia
qualche guida esperta del cammino.
La sommità del monte era così
Alta che soverchiava la facoltà visiva,
non si riusciva a vederla.
Il pendio, alquanto più ripido,
che una linea tirata dal punto di mezzo
di un quadrante al centro del cerchio.
Io ero stanco, quando dissi:
“O dolce padre, volgiti, e guarda
Come rimango da solo,
se non ti fermi ad aspettarmi.”
“Figliuolo mio” disse, “trascinati fino a qua”
Additandomi un balzo un poco su
Che da quel lato il poggio tutto gira.
Le sue parole mi spronarono così tanto
Che camminando carponi lo seguii.
Ambedue ci ponemmo seduti,
volti a levante da dove eravamo saliti,
e riguardando il cammino che avevamo fatto
salendo, ne traemmo giovamento e diletto.
Drizzai gli occhi verso la riva
Estrema e più bassa di quell’isola,
poi li alzai al sole, e mi stupii
che eravamo colpiti dai suoi rag gi da sinistra.
Virgilio si accorse che io
Stavo guardando sbalordito il carro del sole
Alzarsi e salire alla sua sinistra,
fra lui ed il settentrione.
Virgilio mi disse:” se la costellazione
Dei gemelli fosse col sole,
tu vedresti la parte rosseggiante dello
zodiaco ruotare ancora più vicina
alle due orse, vale a dire più a nord,
e quindi più a sinistra, a meno che
non deviasse, cosa assurda, dal suo
cammino consueto. Se vuoi comprendere
come ciò accada, raccogliti in te stesso
e immagina Gerusalemme e il Purgatorio
collocati sulla terra in tal modo
di avere un medesimo orizzonte astronomico
ed emisferi diversi; ciò posto, la strada
che il sole percorre nel suo moto diurno
(e della quale Fetonte deviò, allorchè
Il padre gli aveva incautamente affidato
Il suo carro), vedrai che rispetto a
Costui (al Purgatorio) deve procedere da
Destra a sinistra, e rispetto a colui (Gerusalemme)
Da sinistra a destra. Perciò, trovandosi a
Gerusalemme, guarda verso levante, ha il sole
Alla destra, mentre chi sta nel Purgatorio,
con gli occhi rivolti ad oriente né è
ferito alla sinistra”.
“Certo maestro” diss’io, “mai intesi
Così chiaramente alcuna cosa,
alla quale il mio intelletto paresse insufficiente
così come ora intendo; se il cerchio meridiano
della rotazione celeste che l’astronomia chiama
equatore, il quale resta sempre fra
la latitudine ove si trova il sole e quella
dov’è inferno, per la ragione detta da Virgilio,
(cioè di essere il Purgatorio agli antipodi di Gerusalemme),
dista tanto dal Purgatorio verso nord,
di quanto gli Ebrei lo avevano verso sud”.
Ma se ti piace saperlo, ti dirò
Che questo monte è tanto alto che
I miei occhi non riescono a vedere la sommità.
E Virgilio a me:”Questa montagna è tale
Che all’inizio la salita è sempre più
Faticosa, ma man mano che si sale,
diventa meno faticosa.
Perciò quanto la scalata ti sembrerà dolce,
tanto che il salire risulterà facile,
come l’andare sopra una nave
secondo la corrente, allora sarai alla fine
di questo sentiero e potrai riposare
senza angoscia.
Più non ti posso dire. Questo è quello che so”.
Come Virgilio ebbe finito di parlare,
si udì da vicino a noi una voce
:”Forse prima di arrivare lassù,
avrai bisogno di sederti!”.
Al suono di questa voce ci girammo
E vedemmo alla nostra sinistra un gran masso,
del quale né io, né Virgilio, c’eravamo accorti.
Andammo verso là, e vedemmo molte persone
Che stavano a l’ombra dietro al sasso,
distese, sedute, con atteggiamento rilassato.
Uno di loro che sembrava stanco,
seduto, con le mani che abbracciavano le
ginocchia, tenendo il viso giù in basso tra esse.
“O dolce signor mio” diss’io
“guarda colui che dimostra negligenza,
come se la pigrizia fosse sua sorella”.
Allora si volse a noi e ci degnò della
Sua attenzione, volgendo solo gli occhi,
lo sguardo, rasente alla coscia, senza
alzare il volto, e disse:
“Ora vai tu su, che sei bravo!”
Conobbi allora chi era, e quell’affanno
Che ancora mi affrettava il respiro
Non mi impedì di andare verso di lui,
dopo che fui giunto, alzò la testa
lentamente, dicendo:”Hai visto bene
come il sole sorge da sinistra?”.
I suoi atti pigri e le sue brevi parole
Mossero le mie labbra a un riso,
poi cominciai:”Belacqua, a me non
dispiace vederti qui, ma dimmi perché
stai seduto qui? Attendi la guida di qualcuno?
O ti è nuovamente ripresa la tua solita pigrizia?
Ed egli “O fratello, che m’importa di andare su?
Tanto l’angelo di Dio, che custodisce la porta
Del Purgatorio, non mi farebbe entrare per
Purgare i miei peccati.
Prima conviene che il cielo giri intorno a me,
quanto feci in vita, perché indugiai
al pentimento, se le preghiere non mi
aiutano, ma devono essere preghiere fatte
da una persona in grazia di Dio, perché
quelle fatte da un peccatore, in cielo non vengono esaudite”.
E già Virgilio innanzi a me saliva la montagna,
e diceva:” Vieni ormai, il sole è al meridiano
(è mezzogiorno) e illumina tutto
L’emisfero australe, mentre su tutto
L’emisfero opposto si distende
La notte che è giunta ormai fino al
Marocco e alla riva dell’Oceano,
all’estremità occidentale, sulla terra abitata.