Il canto si apre con una dissertazione sull'anima. Il poeta contesta il concetto aristotelico dell'anima. Successivamente seguono dei versi dottrinali in cui Dante disquisisce di astronomia ed accenna al mito di Fetonte. Sono versi che devono essere analizzati attentamente altrimenti il rischio di non comprenderli è elevato. In questo canto Dante incontra un suo vecchio amico, Belacqua, pigro e malizioso. Per la prima volta il poeta usa un tono canzonatorio e fra i due vecchi amici c'è uno scambio di spiritose battute che lasciano intendere che Dante era oltre che un grande poeta, anche un uomo ironico.

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1 Parafrasi Borreto 513
2 Il mio amico T.R. assieme a Belacqua negli indolenti (versi 97-139) Borreto 573
3 Se Castore e Poluce (versi 13-96) Borreto 362
4 Due pagine dottrinali (versi 1-12) Borreto 383