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Una sequenza da film (versi 10-45)

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L'arrivo della navicella trasportata dall'angelo nocchiero con le anime che devono purgarsi, sembra l'opera di un grande regista cinematografico. Questa scena è degna del miglior Dante.

 
Dante dopo essersi lavato il viso e purificato dalla fuliggine infernale si è cinto con un giunco che rappresenta l'umiltà. Catone gli aveva indicato la strada ed i due pellegrini ora proseguono lungo la spiaggia. Sono pensierosi, non sanno bene nè dove andare nè cosa fare. Un ultimo tocco astronomico Dante, comunque, lo mette anche in questi versi. Rifacendosi alle teorie di Aristotele, Dante attribuiva il rosseggiare dell'alba ai vapori che circondavano il pianeta Marte. Mentre Dante e Virgilio stanno guardando il mare, vedono in lontananza un punto che avanza verso di loro velocemente. Qui dobbiamo fermarci e riflettere su questi versi che secondo me sono meravigliosi.
 
10Noi eravamo lunghesso mare ancora,
come gente che pensa a suo cammino,
che va col cuore e col corpo dimora.


13Ed ecco, qual, sorpreso del mattino,
per li grossi vapor Marte rosseggia
giù nel ponente sovra 'l suol marino,


16cotal m'apparve, s'io ancor lo veggia,
un lume per lo mar venir si ratto,
che 'l muover suo nessun volar pareggia.


19Dal qual com'io un poco ebbi ritratto
L'occhio per domandar lo duca mio,
rividil più lucente e maggiore fatto.


22Poi d'ogne lato ad esso m'appario
Un non sapeva che bianco, e di sotto
A poco a poco un altro a lui uscìo.
 


Pare di assistere alla scena di un film. Dante non sembra essere uno scrittore, ma un regista cinematografico che sta girando una scena. Infatti sembra che con una telecamera stia riprendendo questa barca che avanza a velocità supersonica nelle placide acque. Per chi ha letto l'inferno sa che le barche e le barchette sono state già utilizzate da Dante. Con Caron Demonio, e con Flegias, ma qui è un'altra cosa. Si capisce che sta arrivando un qualcosa di speciale, di straordinario. Lui con Virgilio sulla quiete spiaggia del Purgatorio vedono prima un punto luminoso che avanza, poi Dante esterrefatto si rivolge a Virgilio per capire quello sta succedendo, ma il tempo di girare gli occhi che quello che prima era un punto si sta materializzando davanti agli occhi. Gli appare un immagine bianca, di un biancore luminoso sia ai lati che al centro. E' meraviglioso il modo con cui l'angelo nocchiero appare.
Prego rileggere adesso questi versi. Ne vale la pena.


16cotal m'apparve, s'io ancor lo veggia,
un lume per lo mar venir sì ratto,
che 'l muover suo nessun volar pareggia.


19Dal qual com'io un poco ebbi ritratto
Lìocchio per domandar lo duca mio,
rividil più lucente e maggiore fatto.

22Poi d'ogne lato ad esso m'apparìo
Un non sapeva che bianco, e di sotto
A poco a poco un altro a lui uscìo.
 


La visione dell'angelo nocchiero è maestosa e Dante è esterrefatto da questa apparizione. Immaginiamo adesso il dialogo tra il meravigliato poeta e il suo maestro Virgilio.
Virgilio prima tace, come se quella apparizione fosse per lui una cosa normale, poi si rivolge verso Dante e gli dice: "mettiti in ginocchio, quello è l'angelo di Dio, d'ora in poi ne vedrai tanti " Che Dante debba inginocchiarsi spesso si era capito, però qui bisogna sottolineare che non c'è l'atteggiamento alla fantozzi che si era visto con Catone, qui quello che appare non è un uomo qualunque: questo è un angelo! Qualcosa di etereo, di inafferrabile che il poeta non ha mai visto. C'è da restare secchi per la sorpresa. Virgilio aggiunge:"Vedi naviga senza remi, non ha bisogno dei mezzi umani per navigare, viaggia dalle foci del Tevere alla spiaggia del Purgatorio. Egli non muta le penne come i comuni animali non è soggetto alle leggi della natura.


25Lo mio maestro ancor non fece motto,
mentre che i primi bianchi apparser ali:
allor che ben conobbe il galeotto,


28gridò: "Fa, fa che le ginocchia cali:
ecco l'angel di Dio: piega le mani;
ormai vedrai di sì fatti officiali.


31Vedi che sdegna li argomenti umani,
sì che remo non vuol, nè altro velo
che l'ali sue, tra liti sì lontani.


34
Vedi come l'ha dritte verso il cielo,
trattando l'aere con l'etterne penne,
che non si mutan come mortal pelo".
 

La navicella avanza e man mano che si avvicina, l'occhio umano di Dante non può sostenere quella luminosità che si diffonde dall'angelo.Iil vascello pur essendo pieno di persone, non affonda nell'acqua e sembra galleggiare (Domanda: Perchè "il vassello snelletto e leggero tanto che l'acqua nulla ne'nghiottiva", Indovinato? Risposta: Dante non dimentica mai che le anime sono senza peso per cui il vassello non può affondare, è come se fosse vuoto.
A poppa sta l'angelo e un numero notevole di spiriti stanno seduti dentro la navicella.


37Poi, come più e più verso noi venne
L'uccel divino, più chiaro appariva;
per che l'occhio da presso nol sostenne,

40ma chinail giuso; e quei sen venne a riva
con un vasello snelletto e leggero,
tanto che l'acqua nulla ne 'nghiottiva.


43Da poppa stava il celestial nocchiero,
tal che parea beato pur descripto;
e più di cento spirti entro sediero.
 

 
Ultimo aggiornamento Sabato 24 Gennaio 2009 21:40

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