La folla delle anime arriva sulla spiaggia, nessuno sa dove andare. Chiedono lumi ai due pellegrini, i quali ne sanno meno di loro, allora un'anima si stacca dalla folla ed avanza verso Dante. E' un suo amico di nome Casella
Tutte le anime che sono nella navicella cantano all'unisono "In exitu Israel de Aegypto". Ovviamente questa non è una canzone di moda all?epoca di Dante. Nel Purgatorio, qualunque canto è finalizzato a rendere omaggio a Dio, quindi deve essere di ispirazione sacra. Le parole che le anime trasportate dall'angelo nocchiero cantano si riferiscono al primo versetto del salmo CXII e alludono alla liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù d'Egitto. Vogliono significare che come il popolo d'Israele si è liberato dalla schiavitù, cosi adesso quelle anime si sono liberate dalla servitù del demonio e del peccato e sono giunti nella terra dove ci si purga.
L'angelo fa loro il segno della croce, quindi tutti scendono sulla spiaggia ed egli con la sua navicella ritorna da dove era venuto.
Quelle povere anime sono tutte spaesate, non sanno nè dove andare nè cosa fare. Nessuno gli ha spiegato niente e quindi titubanti se ne stanno sulla spiaggia in attesa di disposizioni che giungono dall'alto.
Il sole saetta ormai la luce da tutte le parti, essendo salito di alcuni gradi sopra l'orizzonte, e con le sue saette infallibili (pronte) , Apollo, arciere con il carro solare che avanza lungo lo zodiaco, caccia dal cielo la costellazione del capricorno. (siamo alle solite, i riferimenti di Dante alla mitologia non mancano mai)
Le anime sbalordite si rivolgono ai due pellegrini, convinti che loro sanno tutto di quel luogo "Se lo sapete, dicono, indicateci la strada che arriva al monte"
Tutte le anime, come pure Virgilio e Dante, sono sulla spiaggia, ai piedi di una montagna enorme, per purgarsi devono salire a piedi (non cìera la funivia !) tutta la montagna per cui le anime chiedono ai due pellegrini quale sia la strada più agevole per salire.
58Quando la nova gente alzò la fronte
Ver noi, dicendo a noi: "Se voi sapete,
mostratene la via di gire al monte".
Alla domanda Virgilio risponde: "Voi credete che noi siamo esperti di questo luogo, vi sbagliate, noi ne sappiamo meno di voi, e siamo giunti in questo luogo, attraverso una strada così difficoltosa che qualunque cosa ora ci tocca ci sembrerà una passeggiata".- Mentre Virgilio dice queste parole, le anime si erano accorte che Dante era vivo. Riepiloghiamo: qui siamo in un regno di morti, tutti, indistintamente sono morti, essendo tali non possono respirare, l'unico che si trova in vita è Dante che come tutti gli esseri viventi deve respirare, le anime si accorgono che Dante respira, e restano allibiti a questa scoperta.
La folla delle anime rimane sbigottita nel vedere un vivente in mezzo a tanti morti, e convinti che Dante fosse al corrente di tutte le vicende della terra iniziano ad avanzare verso di lui per chiedergli notizie di parenti, amici ed altro. Tutti lo fissano in attesa di avere risposte. Dante si rende conto di trovarsi in una situazione imbarazzante, è necessario che dia a quelle anime ampie spiegazioni sulla sua situazione.
A questo punto si svolge una scena veramente comica. Una delle anime si stacca dalla folla ed avanza verso il poeta affettuosamente, evidentemente lo conosce bene, cerca di abbracciarlo, ed anche Dante fa la stessa cosa. L'abbraccio si ripete per ben tre volte, ma tutte e tre le volte, Dante non riesce ad afferrare quel corpo (e tante mi tornai con esse al petto). L'abbraccio fra i due non può mai avvenire, uno è spirito e l'altro è corpo.
Dante rimane meravigliato dal non potere afferrare l'amico che si era avvicinato per abbracciarlo, sbigottito, il poeta si ritrae da lui questi accenna ad una risata. Chi è questo amico? Cosa vuole da Dante? La persona che si avvicina a Dante è un certo Casella. Le poche informazioni su di lui dicono:"Questo Casella fu fiorentino, e fu cantore di sonetti." Intonatore di canti, dai versi di Dante si deduce che Casella doveva essere morto non molto avanti la primavera del 1300. Ecco quindi che Dante si ritrova davanti un vecchio amico morto, che doveva essere una persona molto nota a Firenze, paragonabile a quello che sono oggi da noi certi cantanti famosi. Se questo Casella fosse vissuto ai nostri tempi si potrebbe paragonare ad un cantante famoso, che ne so un Vasco Rossi, un Gianni Morandi, ognuno scelga secondo i suoi gusti. Fra i due doveva esserci una grande amicizia, poichè è tale il tono con cui Casella si rivolge a Dante che non ci sono dubbi, e infatti dice "Così come t'amai in vita, così ti voglio bene anche ora che sono morto. Dopodichè gli chiede:- ma tu che ci fai qui col tuo corpo da vivo?". E' normale che tutti si meravigliano che Dante sia ancora vivo, il pover'uomo è costretto a ripetere a tutti sempre la stessa storia: guardate che non sono morto, ma mi trovo qui per volere ecc ecc. Ora Dante abbastanza scocciato di dover ripetere a tutti sempre la stessa solfa dice semplicemente "Casella mio, per tornar altra volta là dov'io son, fò io questo viaggio". In pratica non gli da nessuna spiegazione, ma semplicemente gli dice, ora tu mi vedi qua, ma io dovrò ritornare là, sulla terra da dove sono venuto. Poi a Dante viene un dubbio e chiede a Casella, "ma se sei morto tanto tempo fa perchè vieni trasportato adesso al Purgatorio, dove sei stato fino ad ora?". Dante vuole sapere se esiste qualcos'altro che trattiene le anime prima che esse vengona spedite a destinazione.
L'angelo fa loro il segno della croce, quindi tutti scendono sulla spiaggia ed egli con la sua navicella ritorna da dove era venuto.
Quelle povere anime sono tutte spaesate, non sanno nè dove andare nè cosa fare. Nessuno gli ha spiegato niente e quindi titubanti se ne stanno sulla spiaggia in attesa di disposizioni che giungono dall'alto.
46"In exitu Israel de Aegypto"
cantavan tutti insieme ad una voce
con quanto di quel salmo è poscia scripto.
49Poi fece il segno lor di santa croce;
ond'ei si gittar tutti in su la piaggia:
ed el sen gi, come venne, veloce.
52La turba che rimase là, selvaggia
Parea del loco, rimirando intorno
Come colui che nove cose assaggia.
cantavan tutti insieme ad una voce
con quanto di quel salmo è poscia scripto.
49Poi fece il segno lor di santa croce;
ond'ei si gittar tutti in su la piaggia:
ed el sen gi, come venne, veloce.
52La turba che rimase là, selvaggia
Parea del loco, rimirando intorno
Come colui che nove cose assaggia.
Il sole saetta ormai la luce da tutte le parti, essendo salito di alcuni gradi sopra l'orizzonte, e con le sue saette infallibili (pronte) , Apollo, arciere con il carro solare che avanza lungo lo zodiaco, caccia dal cielo la costellazione del capricorno. (siamo alle solite, i riferimenti di Dante alla mitologia non mancano mai)
55Da tutte le parti saettava il giorno
Lo sol, ch'avea con le saette conte
Di mezzo il ciel cacciato Capricorno,
Lo sol, ch'avea con le saette conte
Di mezzo il ciel cacciato Capricorno,
Le anime sbalordite si rivolgono ai due pellegrini, convinti che loro sanno tutto di quel luogo "Se lo sapete, dicono, indicateci la strada che arriva al monte"
Tutte le anime, come pure Virgilio e Dante, sono sulla spiaggia, ai piedi di una montagna enorme, per purgarsi devono salire a piedi (non cìera la funivia !) tutta la montagna per cui le anime chiedono ai due pellegrini quale sia la strada più agevole per salire.
58Quando la nova gente alzò la fronte
Ver noi, dicendo a noi: "Se voi sapete,
mostratene la via di gire al monte".
Alla domanda Virgilio risponde: "Voi credete che noi siamo esperti di questo luogo, vi sbagliate, noi ne sappiamo meno di voi, e siamo giunti in questo luogo, attraverso una strada così difficoltosa che qualunque cosa ora ci tocca ci sembrerà una passeggiata".- Mentre Virgilio dice queste parole, le anime si erano accorte che Dante era vivo. Riepiloghiamo: qui siamo in un regno di morti, tutti, indistintamente sono morti, essendo tali non possono respirare, l'unico che si trova in vita è Dante che come tutti gli esseri viventi deve respirare, le anime si accorgono che Dante respira, e restano allibiti a questa scoperta.
61E Virgilio rispuose :"Voi credete
Forse che siamo esperti d'esto loco;
ma noi siam peregrin come voi siete.
64Dianzi venimmo, innanzi a voi un poco,
per altra via, che fu si aspra e forte,
che lo salire omai ne parrà gioco".
67L'anime, che si fuor di me accorte,
per lo spirare, ch'è era ancor vivo,
maravigliando diventaro smorte.
Forse che siamo esperti d'esto loco;
ma noi siam peregrin come voi siete.
64Dianzi venimmo, innanzi a voi un poco,
per altra via, che fu si aspra e forte,
che lo salire omai ne parrà gioco".
67L'anime, che si fuor di me accorte,
per lo spirare, ch'è era ancor vivo,
maravigliando diventaro smorte.
La folla delle anime rimane sbigottita nel vedere un vivente in mezzo a tanti morti, e convinti che Dante fosse al corrente di tutte le vicende della terra iniziano ad avanzare verso di lui per chiedergli notizie di parenti, amici ed altro. Tutti lo fissano in attesa di avere risposte. Dante si rende conto di trovarsi in una situazione imbarazzante, è necessario che dia a quelle anime ampie spiegazioni sulla sua situazione.
70E come a messaggier che porta ulivo
Tragge la gente per udir novelle,
e di calcar nessun si mostra schivo,
73così al viso mio s'affisar quelle
anime fortunate tutte quante,
quasi obliando d'ire a farsi belle.
Tragge la gente per udir novelle,
e di calcar nessun si mostra schivo,
73così al viso mio s'affisar quelle
anime fortunate tutte quante,
quasi obliando d'ire a farsi belle.
A questo punto si svolge una scena veramente comica. Una delle anime si stacca dalla folla ed avanza verso il poeta affettuosamente, evidentemente lo conosce bene, cerca di abbracciarlo, ed anche Dante fa la stessa cosa. L'abbraccio si ripete per ben tre volte, ma tutte e tre le volte, Dante non riesce ad afferrare quel corpo (e tante mi tornai con esse al petto). L'abbraccio fra i due non può mai avvenire, uno è spirito e l'altro è corpo.
76Io vidi una di lor trarresi avante
Per abbracciarmi, consì grande affetto,
che mosse me a far lo simigliante.
79Ohi ombre vane, fuor che ne l'aspetto !
Tre volte dietro a lei le mani avvinsi,
e tante mi tornai con esse al petto.
Per abbracciarmi, consì grande affetto,
che mosse me a far lo simigliante.
79Ohi ombre vane, fuor che ne l'aspetto !
Tre volte dietro a lei le mani avvinsi,
e tante mi tornai con esse al petto.
Dante rimane meravigliato dal non potere afferrare l'amico che si era avvicinato per abbracciarlo, sbigottito, il poeta si ritrae da lui questi accenna ad una risata. Chi è questo amico? Cosa vuole da Dante? La persona che si avvicina a Dante è un certo Casella. Le poche informazioni su di lui dicono:"Questo Casella fu fiorentino, e fu cantore di sonetti." Intonatore di canti, dai versi di Dante si deduce che Casella doveva essere morto non molto avanti la primavera del 1300. Ecco quindi che Dante si ritrova davanti un vecchio amico morto, che doveva essere una persona molto nota a Firenze, paragonabile a quello che sono oggi da noi certi cantanti famosi. Se questo Casella fosse vissuto ai nostri tempi si potrebbe paragonare ad un cantante famoso, che ne so un Vasco Rossi, un Gianni Morandi, ognuno scelga secondo i suoi gusti. Fra i due doveva esserci una grande amicizia, poichè è tale il tono con cui Casella si rivolge a Dante che non ci sono dubbi, e infatti dice "Così come t'amai in vita, così ti voglio bene anche ora che sono morto. Dopodichè gli chiede:- ma tu che ci fai qui col tuo corpo da vivo?". E' normale che tutti si meravigliano che Dante sia ancora vivo, il pover'uomo è costretto a ripetere a tutti sempre la stessa storia: guardate che non sono morto, ma mi trovo qui per volere ecc ecc. Ora Dante abbastanza scocciato di dover ripetere a tutti sempre la stessa solfa dice semplicemente "Casella mio, per tornar altra volta là dov'io son, fò io questo viaggio". In pratica non gli da nessuna spiegazione, ma semplicemente gli dice, ora tu mi vedi qua, ma io dovrò ritornare là, sulla terra da dove sono venuto. Poi a Dante viene un dubbio e chiede a Casella, "ma se sei morto tanto tempo fa perchè vieni trasportato adesso al Purgatorio, dove sei stato fino ad ora?". Dante vuole sapere se esiste qualcos'altro che trattiene le anime prima che esse vengona spedite a destinazione.
82Di maraviglia, credo, mi dipinsi;
per che l'ombra sorrise e si ritrasse,
e io, seguendo lei, oltre mi pinsi.
85Soavemente disse ch'io posasse;
allor conobbi chi era, e pregai
che, per parlarmi, un poco s'arrestasse.
88Rispuosemi :"Così com'io t'amai
Nel mortal corpo, così t'amo sciolta:
però m'arresto; ma tu perchè vai ?".
per che l'ombra sorrise e si ritrasse,
e io, seguendo lei, oltre mi pinsi.
85Soavemente disse ch'io posasse;
allor conobbi chi era, e pregai
che, per parlarmi, un poco s'arrestasse.
88Rispuosemi :"Così com'io t'amai
Nel mortal corpo, così t'amo sciolta:
però m'arresto; ma tu perchè vai ?".