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NoIl Processo
- Venerdì 06 Febbraio 2009
- Sezione:
- Categoria: Riassunti
L'arresto
"Qualcuno doveva aver diffamato Josef K. perchè, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato".
{mosgoogle}Tutto ha inizio una mattina, quando Josef K., viene svegliato da alcuni funzionari di polizia che lo dichiarono in arresto. Il signor K. pensa che sia tutto uno scherzo, organizzato da qualche amico, per prendersi gioco di lui, ma poi si rende conto che è tutto vero. Il capo di questi uomini, gli conferma che deve considerarsi in arresto, senza però specificare il motivo di questo proveddimento, sostenendo che questo non è di sua competenza. Il motivo gli sarebbe stato specificato al momento opportuno dal giudice. Era in arresto, ma poteva recarsi comunque al suo lavoro in banca, non era in uno stato di detenzione, poteva continuare la sua vita, sino al processo, dopo avrebbe saputo la sua condanna definitiva. Il Sig. k. non rammenta nulla che potesse aver commesso per motivare un suo arresto, tuttavia avrebbe continuato la sua normale vita, senza pensare troppo a questo spiacevole incidente. La sera rientrato a casa, decide di intrattenersi con la signora Grubach, la padrone della pensione dove il signor K. vive. La discussione volge verso l'episodio capitato al mattino e K. si scusa con la sua padrone di casa di questo sgradevole incidente. La sera K. aspetta la signorina Burstner,un inquilina di quella casa, alla quale racconta tutto l'accaduto della mattina. Rivive l'episodio in modo fantastico, come se tutto quello che gli era capitato non fosse mai successo. Entra nella stanza della signorina Burstner e prima di andare dormire la bacia a lungo sulle labbra.
Prima udienza. Nella sale delle udienze vuota.
Josef K. sarebbe dovuto andare alla sua prima udienza di domenica mattina. Nessuno gli aveva dato l'indirizzo preciso, nessuno gli aveva detto l'ora in cui doveva presentarsi. Dopo innumerevoli difficoltà il signor K. arriva in una squalida stanza dove sono ammucchiate un gran numero di persone, per lo più anziane. Seduto su una piccola sedia su di uno scranno vi è un giudice, dall'aspetto rozzo e volgare. Il giudice rimprovera il Signor K. per il uso ritardo. K. a sua volta rimprovera il giudice, adirandosi con lui poichè non riesce a capire il motivo della sua chiamata in tribunalle. E' adirato il signor K., sia dal trattamento ricevuto dai funzionari la mattina dell'arresto, sia perchè lui è un cittadino esemplare e non ha commesso alcun reato. Nessuno gli aveva formulato un'accusa precisa, e lui non sa nemmemo perchè si trova in quel posto, e comunque è una persona perbene che non ha mai commesso nulla di illegale. Le sue parole riscuotono in parte applausi da parte dei presenti, in parte sono biasimate da quella strana folla di persone che sembra stare in quella stanza solo per ascoltare i discorsi di Joseph. Ad un tratto compare nella sala una donna che viene aggredita da un giovane studente. Tutti i presenti assistono a quella scena senza muovere un dito. Il giorno seguente, Joseph si era pentito delle sue intemperanze nei confronti del giudice, la cosa poteva compromettere l'esito del processo ed inoltre dalle sue parole si lasciava capire che egli avrebbe potuto pensare di rinunciare al suo diritto ad avere un interrogatorio. Decide di recarsi presso gli uffici del tribunale. Qui conosce la signora che il giorno dell'udienza era stata aggredita dal giovane studente. Fa amicizia con lei, la quale si dimostra ben disposta nei suoi confronti, confessa che lei è una delle tante amanti del giudice e avrebbe potuto fare avere molti favori a Joseph se lui si fosse comportato in modo gentile con lei. In quel luogo vi erano molti studenti che abusavano di lei, questi studenti era futuri uomini di legge, magistrari, giudici. La donna doveva sottostare alle loro richieste sessuali, poichè suo marito, lavorava in quel posto come usciere, e se lei non si prestava ai loro soprusi,il marito avrebbe potuto perdere il posto di lavoro. Mentre i due parlano, appare un giovane. E' uno studente che chiama la donna, la quale remissivamente gli va incontro, il giovane deve soddisfare le sue voglie sessuali con la signora. Joseph conosce il marito della donna, il quale è al corrente di tutto, nulla può fare per evitare gli abusi sulla moglie, se si fosse ribellato avrebbe perso il suo posto di lavoro. Il marito della donna porta Joseph a fare un giro nelle aule dello squalido e deserto tribunale, dove si sarebbe dovuto svolgere il suo processo. Josef K si sente male, quell'ambiente triste ed umido gli toglie l'aria. Altri uomini stanno seduti su una panca. Sono imputati come lui, aspettano il loro processo. Il signor K. viene soccorso da un donna e da un uomo , sono giudici che lavorano al tribunale. Dopo aver soccorso Joseph, lo rimproverano perchè lui non si sarebbe dovuto trovare là, non poteva come imputato, girare per il triubunale vuoto, senza essere stato convocato. Viene condotto all'uscita. All'aria aperta, fuori dal tribunale, Joseph sente di respirare meglio.
Lo zio del signor K.
La signorina Burstner non voleva più avere nessun tipo di rapporto con il signor K. il quale non riusciva a capirne il motivo. Nella pensione dove abitava il signor K. erano avvenuti dei cambiamenti. La signorina Montag altra inquilina della casa, si era trasferita nella stanza della signorina Burstner. La signorina Montag aveva riferito al signor K. che la signorina Burstner non intendeva avere più alcun rapporto con lui.
Un giorno mentre stava uscendo dalla banca il signor K. sente dei rumori provenienti da uno sgabuzzino, aperta la porta trova un uomo con una frusta che sta per picchiare a sangue altri due uomini. K. riconosce i due uomini che stanno per essere frustati, sono i due poliziotti che quella mattina dell'arresto andarono da lui. Egli dinanzi al giudice li aveva messi in cattiva luce. I due chiedono in lacrime perdono al signor k. e lo pregano di convincere il bastonatore di non procedere nella sua opera. Il signor K. impietosito della sorte di quei due disgraziati li perdona ma il bastonatore non vuole sentire ragioni e procede più deciso che mai alla sua opera fustigatrice.
Lo zio di Joseph, Karl è venuto a trovarlo ed è molto preoccupato per la denuncia che il nipote ha ricevuto e per il processo che deve sostenere. Rimprovera Joseph di essersi cacciato nei guai e gli promette di aiutarlo. Si sarebbero recati a casa di un suo vecchio amico, un avvocato molto noto che lo avrebbe aiutato nella causa.
Giunto a casa dell'avvocato, la cameriera, signorina Leni, si oppone a quella visita, sostenendo che l'avvocato è molto malato e non può ricevere nessuno, ma Karl insiste e biasimando l'arroganza della cameriera, la costringe ad annunciarli al vecchio amico. Dopo essersi salutati calorosamente, soprendentemente, Joseph scopre che l'avvocato è già al corrente che lui dovrà essere processato. All'angolo della stanza, nascosto al buio c'è il procuratore generale, colui che deve condurre il processo contro Joseph. Il signor K. nota che la signorina Leni gli indica di seguirla e si allontana dalla stanza dove vi sono l'avvocato, lo zio ed il procuratore. La signorina Leni, è anch'egli al corrente del processo e gli promette di aiutarlo, in cambio chiede di avere una relazione amorosa con lui. Joseph si intrattiene parecchio con la signorina Leni e rientra nella stanza dell'avvocato, quando il procuratore è già andato via. Joseph viene riimproverato aspramente dallo zio, il suo comportamento è inqualificabile, cosa gli è saltato in mente di allontanarsi con la cameriera mentre lui cercava di procurarsi i favore del giudice capo?, Perchè era andato ad amoreggiare con la cameriera che tra l'altro era l'amante dell'avvocato ?. Una cosa inconcepibile ed inaudita per un imputato, una cosa che non avrebbe certo giovato al suo processo.
L'industriale e il pittore
Ormai il signor K. non riusciva a pensare ad altro che al suo processo. Il suo pensiero correva all'avvocato che avrebbe dovuto difenderlo. Egli non aveva molta fiducia in quell'uomo, e poi sapeva bene che il ruolo degli avvocati era quasi ininfluente, contavano solo quelli che avevano amicizie, quelli che potevano corrompere i giudici. Il suo avvocato non gli piaceva, forse era risentito della sua relazione con Leni.
Il suo lavoro in banca risentiva molto del suo stato d'animo. Non riusciva a concentrarsi nel lavoro. doveva prendere un periodo di ferie per potersi meglio concentrare sul processo. Un giorno fece fare una lunga anticamera a un importante cliente della banca, un ricco industriale, al quale tra l'altro prestò poca attenzione, concentrato com'era sul processo, subito il vice-direttore che cercava di "soffiargli" il posto, attirò a sè il cliente e sbrigò la pratica al posto di Joseph. Questo fatto preoccupò molto Joseph. Egli non era uomo che non attendeva diligentemente al suo lavoro. L'industriale prima di andare via disse a Joseph che lui comprendeva la sua svogliatezza, poichè era al corrente dei suoi problemi e sapeva che il suo animo era tormentato dal processo. Riferì inoltre che di tutto questo lui era conoscenza grazie ad un pittore, uno squattrinato che si chiamava Titorelli e che come secondo lavoro, svolgeva alcune mansioni per il tribunale. Quest'uomo lo avrebbe potuto aiutare poichè poteva corrompere i giudici. Gli consegnò una lettera di raccomandazione che avrebbe dovuto presentare al pittore. Il palazzo dove abitava Titorelli era alla periferia della città, una squallida abitazione. Lungo le misere scale del palazzo, vi erano tante ragazzine, tra cui una gobba, che ridevano senza ritegno e si facevano beffe di lui. Arrivò a casa del pittore in una misera stanza, il pavimento era tutto ricoperto da pennelli e da quadri. Le ragazzine ridevano e prendevano in giro il pittore. Titorelli sapeva tutto di Joseph e si dichiarò disposto ad aiutarlo. Egli eseguiva quadri per i giudici che volentieri si facevano ritratte da lui in pose maestose e di ostentata potenza. Aveva ereditato questo lavoro dal padre, anche lui pittore al tribunale per conto dei giudici. Titorelli si dimostrò molto competente in legge e disse a Joseph che esistevano tre tipi di assoluzione: L'assoluzione effettiva, l'assoluzione fittizia e il differimento. Solo il primo tipo garantiva l'assoluzione definitiva dal processo, ma era praticamente impossibile da ottenere con la raccomadazione che lui gli poteva garantire. Gli altri due procedimenti erano più semplici ma nessuno di loro garantiva l'assoluzione definitiva, dal momento che si poteva finire arrestati in ogni momento. Joseph dichiarò la sua innocenza al pittore il quale gli disse di uscire da casa da un'altra porta per evitare che le ragazziene lo importunassero. Questa porta era collocata vicino a letto di Titorelli, e da questa porta ogni mattina i giudici passando da sopra il letto del pittore, si recavano da lui per farsi dipingere. Joseph salì sul letto e aprì la porta. Si trovò nelle aule del tribunale. Rimase turbato da questa scoperta. La porta della stanza di Titorelli era collegata direttamente al tribunale. Entrò nel tribunale e rivide le facce degli impiegati. Uscì all'aria aperta poichè quell'ambiente chiuso lo stava soffocando.
Revoca dell'avvocato.
Joseph K. era deciso. L'avvocato, amico dell zio, non faceva al suo caso. Doveva revocarlo. Egli era inadeguato, la sua causa non progrediva, l'avvocato sembrava non interessarsi minimamente alla sua causa. Una mattina si reca a casa dell'avvocato e con sua massima sorpresa vi trova un uomo, un commerciante di nome Block, anch'egli cliente dell'avvocato. Joseph è ingelosito perchè l'atteggiamento di Leni, la cameriera-amante dell'avvocato è molto tenero nei confronti di quest'uomo. Rimasto solo con il commerciante, il signor K. viene a sapere che anche quest'uomo ha un procedimento in corso con il tribunale, e che la sua causa dura ormai da cinque anni. Lui però non si fida di questo avvocato e ha assunto per difenderlo altri cinque avvocati, tutto questo all'insaputa dell'avvocato, il quale avrebbe reagito molto male nel caso avesse scoperto l'inganno. Il sig. K. confessa a Block che è sua intenzione revocare l'avvocato. Leni annuncia che l'avvocato è disposto ad ascoltare K. e sostiene che questo è un grande privilegio, infatti il signor Block, non gode di questo vantaggio e dorme in quella casa in modo che se l'avvocato vuole parlargli, lui è sempre disponibile. Il signor K. entra nella stanza dell'avvocato e confessa che intende revocarlo. L'avvocato con tono paterno e comprensivo fa chiamare dalla cameriera il signor Block, per dimostrare a Joseph che nel revocarlo sta commettendo un grosso errore. Block entra nella stanza dell'avvocato come un cane bastonato, bacia la mano dell'avvocato e senza alcuna dignità si inginnochia dinnanzi a lui. Egli è dipendente in tutto e per tutto dall'avvocato ed è sotto il suo totale dominio: "sono in ginocchio mio avvocato", dice Bolck con voce supplichevole. L'avvocato lo guarda con disprezzo e tace. Ecco quello che l'avvocato vuole fare vedere a Joseph: la sua potenza difronte ai suoi clienti. Joseph che è più che mai convinto dell' opportunità di revocare un avvocato simile, che umilia così i suoi clienti, lui non vuole diventare un cagnolino come block.
Nel Duomo
Quella mattina Joseph deve portare un cliente italiano a visitare i monumenti della città. Il direttore ha incaricato lui di svolgere questo delicato compito. Lui conosce l'italiano. Joseph non ama quell'incarico ma deve svolgerlo. alla fine si decide che il cliente italiano avrebbe visitato solo il duomo. La mattinata era fredda e gelida e Joseph arriva al duomo all'ora stabilita. La chiesa è vuota, solo una vecchietta ed il sagrestano sono presenti. Il cliente italiano non è presente, egli non arriva all'appuntamento. Joseph decide di non aspettarlo ulteriormente e si accinge a lasciare quella chiesa. Il sacrestano, dopo avergli rivolto uno sguardo d'intensa, gli fa segno di seguirlo e lo conduce nei pressi di un altare dove un giovane sacerdote sta per iniziare una predica. La cosa non interessa Joseph, il quale decide di andare via. Giunto nei pressi dell'uscita della chiesa, sente che il sacerdote lo chiama per nome. La predica è indirizzata a lui. Il sacerdote è lì, solo per lui. Il sacerdote gli dice di sapere tutto del suo processo, lui è il prete del carcere e lo avvisa che ben presto le guardie verranno ad arrestarlo.Il sig, K. gli chiede aiuto, lo prega di intervenire presso i giudici per favorire la sua causa. Il giovane sacerdote racconta una strana storia e narra di un guardiano della Legge che impedisce ad un imputato di entrare negli uiffici del tribunale, però il guardiano e gentile e dà all'imputato uno sgabello, lui adeso può sedere dinnanzi agli uffici del tribunale ed attendere che venga chiamato per essere giudicato. Il guardiano si scusa con l'imputato per non poter far nulla di più, del resto lui è solo un guardiano, altri guardiani ben più importanti sono situati negli uffici del tribunale per cui se anche l'imputato riuscisse a passare attraverso quella prima porta, ben altri ostacolo lo attenderebbero. Il guardiano è vittima e carnefice. Egli esegue gli ordini che gli vengono impartiti da autorità superiori, ecco quindi che il sacerdote come il guardiano della porta della Legge, non può aiutare Joseph, non può fare niente per lui.
La fine
Una mattina vennero due uomini a prendere il Signor.K. e condurlo fuori, lo presero dalle braccia e lo costrinsero a segurli. All'inzio Joseph oppose resistenza, ma poi si rassegnò alla sua sorte e cedette docilmente ai due uomini. Lo condussero ad una cava di pietra e dopo avergli levato la giacca e la camicia posarono la sua testa su un bianco sasso ed estrassero due coltelli.
"vide un uomo alla finestra...chi era? Un amico? Un buon uomo? Uno che prendeva parte? Uno che voleva aiutare? Era uno solo? Erano tutti? C'era ancora la salvezza?....Dov'era il giudice che non aveva mai visto? Dov'era l'alto tribunale fino al quale non era mai arrivato?"
...alla gola si strinsero le mani di uno degi individui, mentre l'altro gli infilava il coltello nel cuore rigirandolo poi due volte. Con gli occhi che si spegnevano K. vide ancora come gli uomini, vicini al suo viso, poggiati guancia a guancia, osservavano la conclusione. "Come un cane!", disse, era come se la vergogna gli dovesse sopravvivere
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