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Il gattopardo

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GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA

BREVE SINTESI DEL CONTENUTO

Il Gattopardo opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa{mosgoogle}Don Fabrizio Corbera, Principe di Salina, l’ ultimo dei Gattopardi. Animo tormentato, oppresso dalla situazione politica instabile e priva di riferimenti, in tempo di cambiamenti radicali e di metamorfosi impensabili, sarà costretto entro le barriere di una nuova strutturazione sociale e vivrà intensamente la nascita del nuovo stato unificatore : l’ Italia.

La figura di Fabrizio Corbera è un monumento alla nobiltà passata, decaduta e formalmente avversata dal nuovo stato, ma non un’ effigie come si è portati a pensare alla vergogna e alla mancanza di equità abbattuta dal regime politico instauratosi dopo l’ opera di Garibaldi nel Sud Italia. Il Principe non rappresenta la nobiltà corrotta, priva di scrupoli e settica di pregiudizi e presupposti radicati, ma effettivamente ingiustificati e aberranti, non personifica quindi un passato di impurità e arroganza a cui si contrappone un nuovo stato di equità.

Il Principe è un modello dell’ aristocrazia cosciente e illuminata, lustra di onori di cui può meritatamente fregiarsi e degna di essere riconosciuta come apparato governativo a tutti gli effetti perito ed efficiente. Un’ aristocrazia detronizzata dalla nuova borghesia nascente, dai nuovi “ricchi” che, non per nobiltà familiare, ma per capacità economica si sono distinti abbandonando il loro status di appartenenti al normale popolino per accedere ad una classe privilegiata ascendente. Avidità, avarizia e superbia sono quindi le caratteristiche evidenziate soprattutto nella figura di Calogero Sedara, sindaco della cittadina nella quale era sita una della dimore dei Salina e padre della bellissima Angelica, futura sposa del nipote di Don Fabrizio, Tancredi. Costui, benché non diretto discendente della famiglia Salina è considerato dal principe quale sua vera e pura progenie spirituale. Di Calogero si pone in evidenza anche la rozzezza negli usi e nei costumi nonché l’ignoranza e l’inciviltà: egli ne è quasi una personificazione effettiva. Una lunga vicenda familiare costituisce il cuore del romanzo: il fidanzamento e più in generale l’ amore tra Tancredi, appartenente alla casata dei Falconeri e come già detto parente di Fabrizio, e Angelica, figlia di Sedara e di sua moglie descritta quasi mitologicamente come una creatura completamente priva di qualsivoglia costume umano . Don Fabrizio, ormai anziano, verso il termine dell’ opera, spira e con lui l’ essenza stessa della sua casata, delle grandi proprietà immobiliari, dei focolari fino ad allora sempre ardenti nei camini si dissolve come drenata e prosciugata completamente dalla dimenticanza, dalla freddezza e rigidità della prole indegna di Corbera e dall’ oblio che come sempre segue ad un periodo di florida e illuminata autorità. Un epilogo denso di sconsolata amarezza chiude le vicende del Gattopardo. L’ unico residuo sopravvissuto impermeabile al tempo, ma purtroppo non perpetuamente immune all’ opera di decadimento che inarrestabile ed inesorabile sta disfacendo la realtà in casa Saline è Bendicò. L’ anziano cane, trasformato da cadavere in un consunto tappeto, viene però infine scagliato nell’ immondezzaio, quasi a simboleggiare la vanagloria della nuova generazione, ormai decaduta e perfino irrispettosa dell’ antico splendore.

 

 

ANALISI DELL’ OPERA

 

Trama:

GattopardoLa trama è lineare, non presenta passaggi contorti e scorre fluida anche perché priva di interruzioni e vicende secondarie                 ( eccezion fatta per la breve parentesi del ritorno di Padre Pirrone, sacerdote della cappella privata dei Salina, al suo paese natale) la cui economia complessiva sia tanto articolata da costituire una digressione eccessivamente prolungata nel progredire delle vicenda principale.

 

Stile:

Per quanto riguarda l’ aspetto lessicale l’ opera risulta essere un esempio di perfezione linguistica proiettata in un contesto governato da aulicismi e arcaismi riccamente intessuti in una sintassi complessa e ottimamente curata, che presuppone una conoscenza della lingua italiana elevata e una sufficiente predisposizione alla strutturazione antica dei periodi, nonchè, per quanto riguarda il lessico, un vocabolario esteso e sfaccettato. Il registro linguistico alto della narrazione infatti coinvolge termini specialistici, in unione a preziosismi di rara espressività  che si contrappongono al vocabolario usato nei dialoghi. La perizia dell’ autore ha fuso infatti il lessico popolare, che caratterizza i colloqui e il raro perfezionismo di un italiano se non completamente privo di pecche quantomeno di livello eccellente tale da denotare una cultura letteraria e linguistica di assoluta unicità nel contesto locale di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Resa ottima ed espressiva  che culmina in passi di squisitezza filologica a tal punto meritevole di analisi approfondita da rappresentare un monumento ad una grammatica a cui la società moderna pare refrattaria e che si conserva in eterno nonostante la “ nuova lingua” del millennio incipiante la ricacci nell’ oblio delle biblioteche stantie e inespressive.

 

Valutazione

 

Trama

Lineare, ma ben curata.

Stile

Eccellente.

Aspetto contenutistico

Spaccato dell’ Unità d’ Italia pregevole.

Carisma

Un testo raramente carismatico

 

Fonte immagini:

http://www.filmreference.com/images/sjff_01_img0192.jpg

http://img2.webster.it/BIT/028/9788807810282g.jpg

Ultimo aggiornamento Domenica 01 Maggio 2011 17:02

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