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Il fu Mattia Pascal

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{mosgoogle}Il “fu Mattia Pascal” è uno di quei libri che si legge tutto d’un fiato. E’ difficile staccarsi dalla lettura una volta che si è iniziato. Ci si sente coinvolti e attratti dalle vicende del protagonista e degli altri personaggi che gli girano attorno. Chi nella vita non ha mai sognato di essere come Mattia Pascal? Chi non ha sognato di sfuggire dalla propria vita, fatta di sacrifici, di rinunce, a volte con un opprimente senso di noia ?. Chi non ha mai sognato di fuggire, scappare via lontano, verso lidi e spiagge tropicali, senza responsabilità, senza impegni e vivere perennemente felici ?. E’ il sogno ad occhi aperti di milioni di uomini che vivono nella mediocrità di un’esistenza fatta di sacrifici e di rinunce.   Mattia Pascal, uomo oppresso da una suocera insopportabile e da una moglie sciatta e insipida, diventa ricco con la vincita al casinò, e decide di dare un taglio netto alla sua triste esistenza . La sorte lo favorisce in maniera incredibile, poiché la morte di uno sconosciuto, che viene scambiato per lui, gli consente di sparire senza dare spiegazioni a nessuno e trasformarsi in un  uomo nuovo, di nome  Adriano Meis.

il lettore, da queste vicende, all’inizio trae un senso di soddisfazione e di letizia, poichè il mutamento del destino del protagonista lo rallegra. Forse subentra un’identificazione nella sua sorte, e l’idea che finalmente con un colpo di fortuna Mattia possa ricominciare daccapo, possa rifarsi una nuova vita, rappresenta una forma di rivincita, per chi qualche volta ha sognato di rifarsi una vita diversa e completamente nuova. Tuttavia, questo stato d’animo, per il lettore, non dura molto. Un senso di vuoto, di solitudine e di tristezza prende il posto all’iniziale letizia, poiché le sorti del neonato Adriano Meis sono molto peggiori del fu Mattia Pascal. Adriano Meis è un uomo senza anima, perché non ha un’identità, non ha un passato. Nasce dal nulla. Nasce dall’illusione del defunto Mattia Pascal di ricrearsi una vita senza alcun legame con la vita precedente .Ma dopo poco tempo dall’aver “assaggiato” quella presunta libertà, Meis  rimpiange la vecchia vita, le antichi abitudini, il senso di “appartenenza” che aveva nel suo paese dove tutti lo conoscevano e dove lui conosceva tutti.

Il “fu Mattia Pascal” è un libro attualissimo, che esprime l’eterno disagio dell’uomo alla propria esistenza, alla ricerca di vita diversa, migliore e felice, dove levata la maschera, che la società  impone, si può vivere spensierati e contenti. E’ la struggente parabola dell’eterna ricerca di felicità che l’uomo ha dentro di sé, ma è anche il crollo dell’illusione che l’uomo possa vivere senza radici e senza contatti uma ni. Adriano Meis ci dimostra che non è possibile vivere senza una propria maschera, senza un collante che ci lega a tutti gli altri esseri umani. E’ il destino dell’uomo. Meglio vivere con le angosce di Mattia Pascal che essere un’ombra senza identità come Adriano Meis.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Dicembre 2008 15:17

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