Erasmo da Rottedarm
Geer Gertz, che assumerà il nome umanistico di Desiderius Erasmus, nasce a Rotterdam il 28 ottobre del 1466. Il padre un sacerdote, era stato attivo a Roma come copista.
Scrive l'elogio della follia nel 1509.
Tante sono le cose che la follia comunica agli uomini, illustra e descrive che gli uomini sono folli perchè l'inutilità della cultura e del sapere rende infelici. L?esistenza degli animali è più perfetta e serena di quella degli uomini, esseri che sono costantemente insoddisfatti della propria esistenza. Gli unici ad essere felici, a non essere angosciati dai problemi della vita e non temere la morte sono i folli. Non i pazzi furiosi, ma quelli calmi, sereni , apparentemente normali. Molti sono i pazzi che Erasmo passa in rassegna: gli alchimisti, i giocatori, gli uomini di cultura, i poeti e i retorici. La critica poi sugli uomini di chiesa è particolarmente pungente e non risparmia nessuno.
Il libro è veramente interessante, arguto, ironico, profondo nelle riflessioni, lascia riflettere sugli uomini e sulle loro azioni.Un sorriso amaro accompagna la lettura di questa satira.
Fra tutte le meravigliose osservazioni che Erasmo mette in questo testo ne cito una che mi ha particolarmente colpito, il confronto tra le due età estreme della vita, dove la follia è parte stessa della vita. Dice Erasmo: "mettete in conto pure che anche i bambini hanno una passione per i vecchi e a loro volta piacciono loro, visto che sempre il dio spinge il simile verso il simile. Cosa c'è infatti di diverso fra loro, se non che il vecchio ha più rughe e conta più anni ? tutto il resto coincide: bianchezza dei capelli, bocca sdentata, corporatura minore del normale, desiderio di latte, balbettio, chiacchiericcio, goffaggine, dimenticanza, far le cose senza pensare. E quanto più ci si avvicina alla vecchiaia, tanto più si torna simili all'infanzia, finchè come dei bambini senza stanchezza della vita, senza coscienza della morte si esce dalla vita?.
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Da leggere: Voto 9