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NoLa scuola siciliana
- Domenica 19 Ottobre 2008
- Sezione:
- Categoria: Le origini
Molti degli albigesi che sono scappati dalla Provenza, invece di scendere nell'attuale Piemonte, sono sbarcati in Sicilia per chiedere protezione al re. Questo sovrano il quale era un grenade intellettuale, appassionato di lingue e filosofia, conosceva il latino, il greco e l'arabo. Tanti illustri greci erano arabi. Alla sua corte si traducono i testi di filosofia greca e i testi di filosofi arabi come Avicenna e Averroè. Questa corte raccoglie anche pensatori, intellettuali e poeti siciliani, i quali danno vita a un vero e proprio cenaculo culturale chiamato scuola dove si faceva cultura generale e poesia. {mosgoogle}
La corte è un'istituzione politica e sociale del regime feudale. In essa ha sede il signore, che ha giurato fedeltà come vassallo al suo re; con lui sono i suoi cavalieri, le donne di palazzo, pochi religiosi e altri sottoposti. Si tratta di un mondo laico. La letteratura delle corti è una letteratura non solo laica, cioè staccata dal controllo della Chiesa, ma apertamente profana. Al suo centro c'è l'amore, inteso come espressione e fonte di cortesia. In particolare è Andrea Cappellano a fissarne i tratti principali nel De amore, scritto fra il 1174 e il 1204.
La lirica provenzale è infatti prodotta non tanto da grandi feudatari e signori, quanto dalla piccola nobiltà dei cavalieri poveri o addirittura dai menestrelli. Il poeta provenzale è il trovatore, cioè colui che inventa dei tropi o melodie. La lirica è legata alla musica: il testo scritto è un supporto per la diffusione orale, spesso affidata ai giullari.
Questo tipo di poesia ha come modella la lirica provenzale oppure d'oc oppure occitana. La lingua da utilizzarsi deve essere volgare, scritta, illustra e letteraria (qui ha inizio la prima lingua letteraria della nostra penisola) con qualche reminiscenza latina (parole che ricordano il latino). Al di là dei contenuti di questa poesia il merito dei Siciliani è anche quello di aver definito le forme poetiche e i metri corrispondenti (ballate, canzoni). Il più grande merito è quello di aver creato il sonetto di 14 versi endecasillabi. Pare che il sonetto in realtà derivi da un procedimento fatto estrapolando, isolando le singole strofe di una canzone.
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