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NoIl Convivio
- Mercoledì 17 Dicembre 2008
- Sezione:
- Categoria: Dante Alighieri
{mosgoogle}Il titolo dell'opera
Nelle intenzioni di Dante l'opera doveva comprendere 15 trattati dei quiali uno introduttivo e 14 dovevano fungere da commento letterale e allegorico di altrettante canzoni. In realtà l'opera si ferma al quarto trattato. Il titolo dell'opera è spiegato dall'autore stesso nel primo capitolo del primo trattato. Egli intende apparecchiare un banchetto (appunto un convivio) metaforico, in cui al posto delle vivande siano serviti agli ospiti argomenti del sapere. Quindi il titolo viene scelto per un motivo ben preciso: si tratta sempre di cultura medievale ma Dante auspica che questa cultura non sia più riservata esclusivamente ai chierici o alle università ma che invece si apra ad un pubblico più vasto di uomini del ceto medio basso borghese che parlano il volgare e che siano consapevoli delle necessità della cultura. Infatti i convitati devono assaggiare tutti i piatti del sapere non limitandosi solo a raccogliere le briciole. Il suo obiettivo è elevare il volgo alla beata mensa dei sapienti. Il convivio è un'opera enciclopedica perché doveva raccogliere tutto lo scibile umano. Sull'esempio di Brunetto Latini, il quale aveva scritto un'opera enciclopedica titolata Tesoro (il titolo originale è Tresor ed era scritto in lingua d'oil, poi lo stesso Latini operò un rifacimento dell'opera in volgare dando il titolo di Tesoro o Tesoretto). Il trattato aveva come obiettivo quello di discutere di vari argomenti ma trasforma la materia badando alla forma cosichè argomenti di natura politica troppo irruenti e appassionati potevano essere equilibrati con la cura per la forma e per lo stile. Dante comincia a prendere coscienza del fatto che la scienza e la cultura debbano essere affrontate con equilibrio.
Perché compone l'opera
In più lui stesso ci dice che ha iniziato la composizione del trattato anche per un motivo personale: allontanare da sé il biasimo di uomo troppo leggero, biasimo che aveva avuto a causa della pubblicazione delle rime scritte dopo la morte di Beatrice, rime raccolte nella Raccolta rime con le quali Dante aveva provato a consolarsi e che erroneamente erano state definite d'amore mentre invece erano allegorie della donna-angelo e allegorie della filosofia come disciplina che sgombra la mente dai piaceri terreni e consente all'uomo di elevarsi a Dio.
Le fonti
Alla base del testo sicuramente c'è la filosofia di Aristotele ma non attraverso il testo greco di Aristotele, semmai attraverso i commenti di Sant'Agostino, attraverso la Summa contra gentiles di San Tommaso. (Summa si usa per rappresentare una raccolta di tutto); vi sono anche riferimenti alla Bibbia e citazioni alla Bibbia nonché commenti dei filosofi arabi.
Argomenti trattati
Qualche esempio di argomenti trattati.
La discussione sull'uso, la dignità e l'importanza della lingua volgare di cui mettesse un elogio in quanto strumento capace al posto del latino di esprimere il mondo della scienza.
La discussione sulla gentilezza o nobiltà. Qui Dante rifiuta la definizione aristotelica della gentilezza come privilegio ereditario, mentre ribadisce che questa virtù è un dono individuale concessa al singolo dalla natura e dalla grazia divina.
La discussione sulla necessita dell'impero contro le pretese della chiesa perché come un tempo Enea era giunto nel Lazio per volere degli dei così ora l'impero universale e voluto dalla divina provvidenza e questo compito è affidato esclusivamente a Roma e all'Italia "giardino dell'impero".
Lo Stile
Lo stile si modella sul latino di Cicerone da cui ricava la concinnitas ovvero l'equilibrio e l'eleganza della struttura del periodare e dei contenuti.
Trattato I
Il trattato I, formato da tredici capitoli, ha funzione introduttiva. In esso Dante spiega qual è lo scopo dell'opera e ne giustifica il titolo.
Trattato II
Il trattato II, formato da quindici capitoli presenta forte affinità tempatica con il terzo trattato. Nel trattato II viene commentata la canzone "Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete"
Trattato III
Il trattato III è formato da quindici capitoli ed è commentata la cazone "Amor che ne la mente mi ragiona " .
Trattato IV
Il trattato IV si presenta come commento alla canzone "Le dolci rime d'amor chi'i' solìa".
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