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NoCanto XII
I due poeti arrivano al cerchio dei violenti, di coloro che commissero violenza sia contro le persone che contro i loro averi. Il sangue che essi hanno versato in vita, viene a ricadere su di loro, poichè questi dannati, sono condannati a nuotare dentro un fiume le cui acque sono costituite da sangue bollente. In base al grado della colpa, il loro corpo che è immerso dentro al fiume in quantità maggiore o minore. Così i Tiranni, considerati da Dante tra i peggiori assassini, sono completamente immersi nel sangue bollente, mentre coloro che commisero omicidi meno efferati, emergono con il mento dal sangue che scorre nel fiume. Ai piedi del dirupo che i due poeti scendono, c'è il Minotauro, definito "l'infamia di Creta". L'orrido animale nato da un rapporto tra una donna e un toro. E' il simbolo dell'uomo-bestia, che incarna tutta la violenza di questi dannati. Lungo le sponde del Flegetonte, vi sono i mitici Centauri, creature metà equine e metà uomo. Essi scagliano le loro frecce contro quei dannati che tentano di fuoriuscire dalle acque del fiume. I tre Centauri con cui Dante viene in contatto sono Chirone, Nesso e Folo. I Centauri collaborano con i poeti e Nesso conduce in groppa Dante lungo le sponde del Flegetonte.Nesso mostra a Dante alcuni fra i dannati che sono immersi nel fiume, lo aiuta ad attraversare il Flegetonte, nel punto dove il sangue che vi scorre è minimo così che possa essere guadato senza eccessiva difficoltà.
