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La tomba di Papa Anastasio II (versi 1-9)

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{mosgoogle}I due poeti stanno ormai penetrando nelle viscere dell'inferno. Essi giungono sull'orlo di una ripa, che si presenta frastagliata e spezzata. Dal profondo di questa voragine giunge un puzzo insopportabile, che costringe i due poeti a riparare dietro ad un coperchio di un avello. Su questo coperchio c'è scritto:"Anastasio papa guardo, lo qual trasse Fotin de la via dritta". Queste oscure parole sono riferite ad Anastasio II, che fu pontefice dal 496 al 498. La sua azione fu rivolta prevalentemente a ristabilire i rapporti con le chiese orientali, interrotte con lo scisma di Acacio sin dal 484. Il vescovo Acacio riteneva che in Cristo vi fosse una sola natura: quella umana, e questa è ovviamente un'eresia. Anastasio II, ritenne valide le ordinanze eseguite da Acacio. In particolare, Anastasio II venne accusato di aver ammesso alla comunione il diacono di Tessalonica, Fotino, (da non identificare con l'omonimo e più conosciuto Fotino, che visse e morì più di un secolo prima di papa Anastasio II). Con questo gesto Papa Anastasio II ammetteva ai sacramenti della chiesa, un eretico, convalidando di conseguenza la sua dottrina e divenendo così anch'egli un eretico. Con un semplice "flash", senza soffermarsi più di tanto sul personaggio Anastasio, Dante liquida la questione e pone questo papa fra gli eretici.

1In su l’estremità d’un alta ripa

Che facean gran pietre rotte in cerchio,

venimmo sopra più crudele stipa;




4e quivi per l’orribile soperchio

del puzzo che ‘l profondo abisso gitta,

ci raccostammo in dietro ad un coperchio



7d’un grand’avello, ov’io vidi una scritta

che dicea: “Anastasio papa guardo,

lo qual trasse Fotin de la via dritta” Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Settembre 2009 10:24

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