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Il peccato di usura (versi 94-115)

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{mosgoogle}Dante vuole approffitare della buona lena di Virgilio nelle sue spiegazioni e chiede coma mai l'usura offende la bontà divina e non viene invece considerata semplicemente un peccato contro il prossimo.

 

94Ancora in dietro un poco ti rivolvi”,

diss’io, “là dove di ch’usura offende

la divina boutade, e ‘l groppo solvi”.

Virgilio riprende la dottrina di Aristotele, e spiega che tale dottrina non va intensa in un solo punto, ma nella sua interezza. La natura deriva dalla mente di Dio, che è il primo motore, che tutto muove, e dal suo atto. Se si esamina con attenzione il libro della Fisica, (Nel libro II della Fisica Aristotelica è detto che l’arte, e cioè l’industria umana conduce a perfezione la natura e la irrita nel suo procedimento), molto familiare a Dante familiare, si troverà, già dalle prime pagine, che l'arte umana segue, per quanto può la natura, esattamente come il discepolo segue il maestro, e perciò si può dire che l'arte umana sia quasi nipote di Dio, così come la natura ne è figlia.



97“Filosofia”, mi disse, “ a chi la ‘ntende,

nota non pur in una sola parte,

come natura lo suo corso prende


100da divino intelletto e da sua arte;

e se ben la tua Fisica note,

tu troverai, non dopo molte carte,





103che l’arte vostra quella, quanto puote,

segue, com ‘l maestro fa il discente

sì che vostr’arte a Dio quasi è nipote.


Dalla natura e dall’industria è forza che l’uomo tragga i mezzi per sostenersi e per far progredire il genere umano, basta all’uopo richiamare alla memoria i passi della scrittura, dove si comanda all’uomo di lavorare e guadagnarsi il pane con il sudore della fronte. L’usuraio invece tiene un’altra via, disprezza la natura e il lavoro, che sono le soli fonti legittime della produzione e della ricchezza, e pon la spene nel frutto che ricava dal prestito del denaro (il quale denaro non ha altra  funzione che di strumento degli scambi, ma non è per sua natura produttiva di ricchezze); in tal modo egli fa violenza direttamente alla natura in se stessa (per sé) e all’altra, seguace della natura, e quindi indirettamente a Dio.





106Da queste due, se tu rechi a mente

La Genesi dal principio, convene

Prender sua vita ed avanzar la gente;




109E perché l’usuriere altra via tene,

per sé natura e per sua seguace

dispregia, poi ch’in altro pon la spene.



"Ma seguimi" prosegue Virgilio, "camminiamo più rapidamente che la costellazione dei pesci è ormai allorizzonte e precede quella dell'Ariete in cui si trova il sole". Sono trascorse tre ore dopo la mezzanotte, e 'l carro tutto sovra 'Coro giace, significa che l'Orsa Maggiore, tra settentrione e occidente, va declinando verso quella parte del cielo, onde soffia il maestrale (gli antichi chiamavano il maestrale il Coro).
Il punto più adatto a discendere la ripa, scoscesa è un poco più lontano.



112Ma seguimi oramai, che ‘l gir mi piace;

chè i Pesci guizzan su per l’orizzonta,

e ‘l Carro tutto sovra ‘Coro giace,



115e‘l balzo via là oltre si dismonta”.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Settembre 2009 10:33

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