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I dannati del VII girone (versi 10-51)

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{mosgoogle}La forte puzza che esala dalla profondità infernale, rende riuttanti i due poeti a scendere, infatti, l'attesa consentirà l'olfatto ad abituarsi al penetrante fetore. Dante, che non ha mai sprecato tempo, da quanto ha iniziato il suo viaggio infernale, nel cercare di capire la logica di Dio nell'assegnare ai dannati la punizione, vuole sapere da Virgilio com'è strutturato l'inferno, con quale criterio i dannati sono assegnati ad un girone anzichè ad un altro. Virgilio ritiene sia giunto il momento di spiegare al suo allievo com'è suddivisa la voragine infernale.




10Lo nostro scender convien esser tardo,

si che s’ausi un poco in prima il senso

al triste fiato; e poi no i fia riguardo”.




13Così ‘l maestro; e io:” Alcun compenso”,

disse lui, “trova, che ‘l tempo non passi

perduto”. Ed elli: “Vedi ch’a ciò penso”.


 Dante sinora ha visto i primi sei cerchi, ora dovrà vedere altri tre cerchi, di minor diametro, in quanto il cono infernale, rovesciato all'ingiù, si restringe di mano in mano che si discende verso Lucifero. I tre "cerchietti" sono il VII, l'VIII e il IX. Tutti questi cerchi sono pieni di spiriti maledetti, ognuno dei quali è assegnato ad un determinato cerchio in base al peccato da esso commesso,.




16Figliuol mio, dentro cotesti sassi”,

cominciò poi a dir, “son tre cerchietti

di grado in grado, come què che lassi.




19Tutti son pien di spirti maledetti;

ma perché poi ti basti pur la vista,

intendi come e perché son costretti.


Ogni peccato, che procura a chi lo commette l’odio di Dio, si risolve in un’ingiustizia, in una infrazione delle leggi divine o naturali, fatta o con la violenza o con l’inganno; ma l’ingiuria fatta con l’inganno è più grave, in quanto distorce ad un fine malvagio la facoltà peculiare dell’’uomo, che è la ragione, e perciò i fraudolenti stanno giù più dei violenti e sono sottoposti a più grave pena. In tal modo è stabilito il principio etico, su cui si fonda l’ordinamento di tutto il basso inferno; e tale principio è desunto dai testo del diritto romano sia per quanto spetta alla definizione generica di iniuria, sia per la distinzione che si stabilisce fra l’ingiustizia commessa con la forza e quella che invece comporta il dolum, ovvero la frode, più grave quest’ultima, come appare da un passo di Cicerone, al quale i giuristi fanno esplicito riferimento e che è stato certamente presente al pensiero di Dante in questo punto.



22D’ogni malizia, ch’odio in cielo acquista,

inguria è ‘l fine, ed ogni fin cotale

o con forza o con frode altrui contrista.







25Ma perché frode è de l’uom proprio male,

più spiace a Dio; e però stan di sutto

li fraudolenti e più dolor li assale.


Il primo cerchio è quello dei violenti. Poichè però la violenza può essere distinta in tre sottotipi, ne consegue che questo VII giorne è suddiviso a sua volta in tre cerchi:




28Dè violenti il primo cerchio è tutto;

ma perché si fa forza a tre persone,

in tre gironi è distinto e costrutto.


La violenza può essere commessa in tre differenti modi: colpire Dio, noi stessi, gli altri, oppure le loro cose.





31A Dio, a sé, al prossimo si pòne

Far forza, dico in loro ed in lor cose,

come udirai con aperta ragione.


Agiscono contro il prossimo coloro che commettono omicidio, o feriscono gravemente gli altri, o ne distruggono i beni, o commettono ruberie ed estorsioni.

34Morte per forza e ferute dogliose

Nel prossimo si danno, e nel suo avere

Ruine, incendi  e tollette dannose;


Il primo girone dei violenti (cerchio VII) comprende, distribuiti in diversi gruppi, in ragione delle loro colpe, gli omicidi, coloro che feriscono con malvagia intenzionale, i devastatori. Per tutti costoro il prossimo non è un uomo, ma un oggetto qualsiasi che si può estorcere a proprio vantaggio.



37Onde omicide e ciascun che mal fiere,

guastatori e predon, tutti tormenta

lo giron primo per diverse schiere.

Riepilogando, quindi in questo VII girone, il primo cerchio è occupato da :

omicidi,

 coloro che hanno gravemente per malvagità ferito gli altri,

 i devastatori.

Il secondo cerchio, sempre del VII girone, comprende i suicidi e coloro che in vita dissiparono i propri beni. I suicidi agiscono contro sè stessi, ma essi sono peccatori, poichè solo Dio può dare e togliere la vita.Coloro che invece vissero dissipando i propri avere e in vita si riducono in miseria e piangono, mentre avrebbero potuto essere felici sono anch'essi puniti in questo cerchio.



40Puote omo aver in sé man violenta

E né suoi beni; e però nel secondo

Giron convien che sanza pro si penta





43Qualunque priva sé del vostro mondo,

biscazza e fonde la sua facultade,

e piange là dove esser dè giocondo.


Quindi nel secondo cerchio, sempre del VII girone abbiamo:

-suicidi

-scialacquatori

Nel terzo cerchio del VII girone vi sono i bestemmiatori,coloro che bestemiano Dio. Vi sono anche i sodomiti, peccatori di lussuria, il cui nome deriva dalla città di Sodoma, scomparsa nel fuoco per i suoi vizi.
Vi sono inoltre gli usurai, che Dante li abbina alla città di Cahors, in Francia. Questa città godette di triste fama, poichè i suoi banchieri erano considerati degli usurai. Cosi anche chi dice Caorsino diventa sinonimo di usuraio, prestatori di denaro con metodi esosi.
Dunque in questo terzo cerchio troviamo:
- bestemmiatori
-sodomiti
-usurai



46Puossi far forza ne la deitade,

col cuor negando e bestemmiando quella,

e spregiando ‘n natura sua bontade;




49e però lo minor giron suggella

del segno suo e Soddoma  e Caorsa

e chi, spregiando Dio col cor, favella.

                                                                                                                             

GIRONE VII



I° CERCHIO:  

OMICIDI

VIOLENTI

DEVASTATORI

II° CERCHIO

SUICIDI

SCIALACQUATORI


III° CERCHIO

BESTEMMIATORI

SODOMITI

USURAI Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Settembre 2009 10:26

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