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I grandi eretici: Federico II di Svevia e il Cardinale Ubaldini degli Ubaldini (versi 115-136)

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{mosgoogle}Virgilio richiama Dante, il poeta non può trattenersi a lungo con nessun'anima, il cammino è lungo e molte sono le cose da vedere. Prima di andare via, Dante vuole sapere da Farinata quale altre anime sono racchiuse con lui nell'avello. "Giaccio qui con moltissimi dannati: tra costoro Federico II e il Cardinale Ottaviano degli Ubaldini, tralascio gli altri". E' soprendente che Dante collochi Federico II nel girone degli eretici. Dante è un grande estimatore di Federico II, è la collocazione tra gli eretici, significa che tra le molte cose che si dicevano sul conto dell'imperatore, la maggior parte venivano ritenute vere da Dante. I contemporanei di Federico II dipingevano di lui due ritratti differenti: l'uno sovvertitore del diritto, un anticristo, dispreggiatore dei papi e della Chiesa, l'altro dell'uomo consapevole dell'origine sacra della sua autorità, che concepiva lo stato e l'autorità imperiale non subordinata alla chiesa. Uomo illuminato e niente affatto eretico. Il cardinale Ottaviano degli Ubaldini, di famiglia ghibellina, ebbe un largo potere nel Mugello e nella Romagna. Gli viene attribuita la seguente frase:"se anima è, per li ghibelliniio l'ho perduta".

 

 

115E già il maestro mio mi richiamava;

per ch’ì pregai lo spirito più avaccio

che mi dicesse chi lù istava.

 

118Dissemi:” Qui con più di mille giaccio,

qua dentro è ‘l secondo Federico,

e 'l cardinale; e de li altro mi taccio”.

 

 

Dopo aver pronunciato quelle parole, Farinata scompare e Dante ritorna pensieroso verso Virgilio. La profezia di Farinata rende inquieto il poeta che si attende un triste destino. Virgilio capisce il turbamento del poeta e gliene chiede il motivo, Dante confessa che le parole di Farinata sul suo futuro lo rendono triste.

 

 

121Indi s’ascosse; ed io inver l’antico

Poeta volsi i passi, ripensando

A quel parlar che mi parea nemico.

 

 

124Elli si mosse; e poi, così andando

Mi disse “Perché sé tu si smarrito ?”

E io li soddisfeci al suo dimando.

 

Virgilio drizza il dito, con un gesto che sta a indicare una promessa solenne e rivolgendosi verso Dante dice:"la tua mente rammenti ciò che ha udito, poichè quando sarai da Beatrice, tutti i tuoi dubbi saranno risolti".Beatrice è il dolce raggio cioè la scienza teologia che può risolvere ogni dubbio circa il suo futuro. I due poeti si indirizzarono verso sinistra, lasciando il muro della città e andando verso la parte più interna del cerchio attraverso un sentiero terminante in una valle, che fin lassù esala un fetore nauseabondo.

 

127La mente tua conservi quel che udito

Hai contra te”, mi comandò quel saggio.

“E ora attendi qui”, e drizzo ‘l dito:

 

 

 

 

130 “quando sarai dinanzi al dolce raggio

 

di quella il cui bell’occhio tutto vede,

 

da lei saprai di tua vita il viaggio”.

 

 

 

133Appresso volse a man sinistra il piede:

 

lasciammo il muro e gimmo inver lo mezzo

 

per un sentier ch’a una valle fiede.

 

 

 

 

 

136Che ‘nfin lassù facea spiacer suo lezzo.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 12 Luglio 2009 09:05

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