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NoI grandi eretici: Federico II di Svevia e il Cardinale Ubaldini degli Ubaldini (versi 115-136)
- Sabato 11 Luglio 2009
- Sezione:
- Categoria: Canto X
115E già il maestro mio mi richiamava;
per ch’ì pregai lo spirito più avaccio
che mi dicesse chi lù istava.
118Dissemi:” Qui con più di mille giaccio,
qua dentro è ‘l secondo Federico,
e 'l cardinale; e de li altro mi taccio”.
Dopo aver pronunciato quelle parole, Farinata scompare e Dante ritorna pensieroso verso Virgilio. La profezia di Farinata rende inquieto il poeta che si attende un triste destino. Virgilio capisce il turbamento del poeta e gliene chiede il motivo, Dante confessa che le parole di Farinata sul suo futuro lo rendono triste.
121Indi s’ascosse; ed io inver l’antico
Poeta volsi i passi, ripensando
A quel parlar che mi parea nemico.
124Elli si mosse; e poi, così andando
Mi disse “Perché sé tu si smarrito ?”
E io li soddisfeci al suo dimando.
Virgilio drizza il dito, con un gesto che sta a indicare una promessa solenne e rivolgendosi verso Dante dice:"la tua mente rammenti ciò che ha udito, poichè quando sarai da Beatrice, tutti i tuoi dubbi saranno risolti".Beatrice è il dolce raggio cioè la scienza teologia che può risolvere ogni dubbio circa il suo futuro. I due poeti si indirizzarono verso sinistra, lasciando il muro della città e andando verso la parte più interna del cerchio attraverso un sentiero terminante in una valle, che fin lassù esala un fetore nauseabondo.
127La mente tua conservi quel che udito
Hai contra te”, mi comandò quel saggio.
“E ora attendi qui”, e drizzo ‘l dito:
130 “quando sarai dinanzi al dolce raggio
di quella il cui bell’occhio tutto vede,
da lei saprai di tua vita il viaggio”.
133Appresso volse a man sinistra il piede:
lasciammo il muro e gimmo inver lo mezzo
per un sentier ch’a una valle fiede.
136Che ‘nfin lassù facea spiacer suo lezzo.
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