Canto X
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Il X è il canto di Farinata degli Uberti e di Cavalcante Cavalcanti, padre di Guido, scrittore e poeta, amico di Dante. L'incontro con Farinata è vibrante, intenso, e sottolinea la grande personalità del ghibellino, il quale pur essendo stato in vita nemico di Dante e della fazione guelfa, si erige dignitoso e fiero dalla sua tomba, quasi a sfidare l'inferno e la triste sorte toccatagli. Dante tratta con rispetto il suo avversario. Avrebbe potuto umiliarlo, trattarlo alla stessa stregua di Filippo Argenti, ma non l'ho fa, riconoscendogli una grande dignità. Diverso è l'incontro tra Dante e Cavalcanti. Nell'appasionata richiesta di notizie su suo figlio, di Cavalcanti, emerge il lato umano, il dolore di un padre che non conoscendo il destino del figlio, chiede a Dante notizie e intuendo, dalle parole del poeta, che Guido possa essere morto, cade nel suo avello, afflitto dalla terribile notizia. I dannati di questo girone sono eretici epicurei, che per la legge del contrapasso non riescono a vedere il presente, ma come presbiti vedono lontano, leggono solo un futuro che tuttavia non possono cambiare. Tale facoltà divinatoria, verrà persa il giorno del Giudizio Universale, quando i loro avelli si chiuderanno definitivamente. Anche il grande Federico II di Svevia e il cardinale Ubaldini degli Ubaldini giacciono in questo girone. |
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