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NoL'esorcista (Versi 1-18)
- Venerdì 13 Febbraio 2009
- Sezione:
- Categoria: Canto VII
"Papè Satàn,papè Sàtan aleppe!"
Sono le parole che quel diavolaccio di Pluto urla appena vede arrivare i due poeti. Avete visto il famoso film "l'esorcista" ?, In quel film una bambina, interpretata dall'attrice Linda Blair viene posseduta dal demonio e un vecchio prete, esorcista, cerca di liberarla dal demonio. Le parole che Pluto pronuncia all'inizio del VII canto dell'inferno, ricordano le stesse parole che pronunciava l'indemoniata Linda Blair nell'esorcista. La ragazzina, posseduta dal demonio, che penetrando nel suo corpo l'aveva resa simile ad un diavolo, combatteva contro l'esorcista, che veniva innondato con violenti schizzi di vomito e lanci di sputi da far invidia ad un lama, che la "posseduta" lanciava senza tregua verso il povero prete, pronunciando frasi sconnesse e prive di senso, frasi simili a quelle di Pluto, le cui parole appunto mi ricordano la terribile scena del film "L'esorcista". Pluto parla una lingua ignota, usa vocaboli privo di senso, ma che trasmettono una sensazione di cattiveria e di demoniaco. L'interpretazione del linguaggio di Pluto è oggetto di interpretazioni diverse da parte degli studiosi della Divina Commedia. Secondo alcuni autori papè è un interiezione latina che indica stupore, "aleph" è la prima lettera dell'alfabeto ebraico, e di uso ecclesiastico, per segnare il versetto primo delle lamentazioni di Geremia. I commmentatori antichi sostengono che le parole di Pluto abbiamo il seguente significato: "Oh Satana, oh Satana, ahimè"; "Oh Satana, oh satana Dio !". secondo altri autori si tratterebbe di una traduzione dell'arabo "Bab-e Sciata, Bab-e Sciata, Alebbi!" che nella traduzione letterale vuol dire" (E') la porta di satana, (è) la porta di satana, fermati" cioè questa è la porta dell'inferno, arresta il tuo cammino". Le parole di Pluto comunque possono anche essere prive di senso (un linguaggio demoniaco, volutamente intelleggibile per gli uomini o addirittura espressione di una mente deformata). Virgilio comunque ne afferra il senso e capisce che esse sono dettate dalla rabbia e dal senso di impotenza del demone, e servono per atterire i due pellegrini. In buona sostanza molti autori sono concordi nel ritenere che l'intera frase abbia questo significato:" Oh Satana, Oh Satana, capo e principe dei diavoli, che cosa ci tocca vedere"
1"Papè Sàtan, papè Sàtan aleppe!"
cominciò Pluto con la voce chioccia;
e quel savio gentil che tutto seppe
Pluto pronuncia quelle parole con una voce rauca (chioccia) che lo rende ancora più sgradevole ed odioso. Virgilio riesce a capire, dall'alto delle sue conoscenze, le parole di Pluto
4disse per confortarmi non: "Non ti noccia
la tua paura; chè, poder ch'elli abbia,
non ci torrà lo scender questa roccia".
Virgilio tranquillizza lo spaventato Dante:"Non lasciarti turbare da Pluto, poichè per quanto potere egli abbia, non ci impedirà di scendere la roccia". Come dire "Can che abbaia non morde", e non considera Pluto un ostacolo al suo cammino.
Circa la vera figura di Pluto c'è un pò di confusione. Nella mitologia greca Pluto è il dio della ricchezza. Con il passare del tempo finisce per essere confuso con la divinità quasi omonima Plutone (Ades), il quale assume quindi in sè non solo il titolo di re degli inferi, ma anche quello di signore delle ricchezza. A sua volta Plutone viene identificato dai Romani in Dite, divinità indigena il cui nome rinvia appunto alle ricchezze della terra, e dai Cristiani in Lucifero. Dante distingue Pluto da Dite e quindi da Plutone.
7Poi si rivolse a quella infiata labbia,
e disse: "Taci maledetto lupo;
consuma dentro te con la tua rabbia
10Non è sanza cagion l'andar al cupo:
vuosi ne l'alto, là dove Michele
fè la vendetta del superbo strupo".
Virgilio continua a sgridare Pluto, il quale ha la faccia gonfia d'ira. Virgilio lo mette a tacere:"Taci, lupo maledetto, consumati dentro la tua rabbia. Non è certo senza una buona ragione che siamo diretti verso il fondo dell'inferno, così si vuole nell'alto dei cieli, dove l'Arcangelo Michele frenò un tempo la superba violenza degli angeli ribelli".
13Quali dal vento le gonfiate vele
caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca,
tal cadde a terra la fiera crudele.
16Così scendemmo ne la quarta lacca.
pigliando più de la dolente ripa
che 'l mal de l'universo tutto insacca.
Dai versi di Dante la figura demoniaca di Pluto ne esce ridimensionata, infatti pur essendo egli molto contrariato al passaggio dei due poeti nel giorne di sua competenza, nulla può per impedire che questo avvenga.Pluto invoca l'intervento di Satana, se così intendiamo il "Papè Sàtan, papè Sàtan aleppe!", ma Satana non è interviene, per cui il demone capisce che qualche potenza celeste protegge il cammino dei due pellegrini, e la sua ira si sgonfia. Dante paragona il gonfiore del volto di Pluto, gonfiore dovuto alla sua ira, a quella delle vele di un'imbarcazione che gonfiate dal vento lanciano speditamente l'imbarcazione lungo le onde del mare, ma se il vento forte spezza l'albero maestro della nave, le vele immediatamente cadono, come cade lil viso gonfio di rabbia di Pluto quando il demone si accorge che il suo appello rimane inascoltato, e che deve, suo malgrado, far passare nel girone i due poeti, i quali scendono verso il quarto cerchio inoltrandosi verso l'inferno dove tutto il male dell'universo riceve ed accumula.
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