Divina commedia
Libri
I Sogni
Vedi anche
Italiano
Latino
Inglese
Greco
Vedi anche
Filosofia
Storia
Informatica
| Excel |
| Video guide Joomla |
| Download |
| Creare siti con Joomla |
Utenti online
NoMinosse, il gran giudice infernale (versi 1-24)
- Domenica 21 Dicembre 2008
- Sezione:
- Categoria: Canto V
Minosse è il mitico figlio di Giove e di Europa, re di Creta, legislatore severo, ma a quanto si narra anche giusto. Minosse nell’inferno è rappresentato come un demonio che incute orrore. Giudice ed esecutore delle sentenze di condanna, i suoi verdetti sono inappellabili. E’ modellato sulle figure mostruose di Satana, come appare nei Giudizi universali di Giotto. L’entrata nel regno dell’inferno è veramente terrorizzante per le anime dei dannati. Dapprima incontrano Caron dimonio, personaggio sgradevole e violento, poi vengono a trovarsi dinnanzi a Minossse, questo enorme mostro, che con una coda lunga e possente, seduto su un trono, imponente e maestoso, giudica le anime peccatrici. Se i dannati conservavano ancora una minima speranza di sfuggire al loro destino, la vista di Minosse la cancella completamente. Minosse, che non fa sconti a nessuno, poiché nessuno ha diritto alla difesa, con la sua orribile e lunga coda, stabilisce dove il dannato deve essere collocato. Il numero di giri della sua coda segna il girone dove il dannato è destinato
1Così discesi del cerchio primario
Giù nel secondo, che men loco cinghia,
e tanto più dolor, che punge a guaio.
4Stavvi Minos orribilmente, e ringhia:
essamina le colpe ne l’intrata;
giudica e manda secondo ch’avvinghia.
7Dico che quando l’anima mal nata
Li vien dinanzi, tutto si confessa;
e quel conoscitor de le peccata
10vede qual luogo d’inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
quantunque gradi vuol che giù sia messa.
Davanti a Minosse si trovano molte anime, ognuna delle quali confessa il suo peccato, dopo essere state giudicate, vengono assegnate al girone infernale che gli compete in base al peccato commesso. Quando il giudice infernale, si trova davanti Virgilio e Dante, interrompe per un momento il suo compito e si rivolge ai due poeti, mettendoli in guardia sul fatto che se anche passeranno incolumi da lì, il resto del viaggio non sarà affatto semplice. E’ questo il primo di una lunga serie di ostacoli che Virgilio dovrà superare per condurre Dante lungo l’Inferno. Già Caronte aveva posto resistenza a far avanzare i due poeti lungo l’Acheronte, ora i due si trovano davanti un nemico più temibile: Minosse. Ma come è successo per Caronte, anche Minosse viene messo a tacere, perché Virgilio pronuncia quella formuletta magica che spiana le porte anche dinnanzi ai demoni più feroci. Dice Virgilio “ Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare” ,tradotto in parole semplici significa, “Caro Minosse, fatti da parte, perché chi ci autorizza a fare questo viaggio è colui che sta in alto nel cielo, e guai a chi si oppone alla sua volontà”.
13Sempre dinanzi a lui ne stanno molte;
vanno a vicenda ciascun al giudizio;
dicono e odono e poi son giù volte.
16“O tu che vien al doloroso ospizio”,
disse Minos a me quando mi vide,
lasciando l’atto di cotanto offizio,
19“guarda com’entri e di cui tu ti fide;
non t’inganni l’ampiezza de l’intrare !”
e ‘l duca mio a lui: “Perché pur gride ?
22non impedir lo suo fatal andare:
vuolse così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare”.
| ← Il girone dei lussuriosi (versi 25-51) |
|---|



