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NoI grandi filosofi dell'Antica Grecia (130-138)
- Martedì 02 Dicembre 2008
- Sezione:
- Categoria: Canto IV
Dante vede i grandi filosofi dell’Antichità: Socrate, Platone, Democrito, Anassagora, Diogene. Talete, Empedocle, Eraclito e Zenone.
{mosgoogle}Il Poeta vede i grandi filosofi dell’antica Grecia, coloro che hanno determinato il pensiero dell’uomo nel mondo occidentale, e fa un lungo elenco, ponendo alla testa del gruppo il maestro di tutti i sapienti ,Aristotele, che sta seduto in mezzo alla schiera degli altri filosofi. Tutti lo ammirano e gli tributano onore. Vede Socrate, Platone che sono i più vicini di ogni altro filosofo al pensiero di Aristotele, e poi Democrito “che ‘l mondo a caso pone”, poi Diogene, Anassagora e Talete, Empedocle, Eraclito e Zenone. Per trattare anche sommariamente di questi grandi uomini ci vorrebbe un enciclopedia, quindi sorvoliamo dicendo solo che Dante li colloca nel Limbo, perché sono uomini “fatti della sua stessa pasta”, cioè uomini di cultura, di sapere e di scienza, non possono e non devono soffrire, poiché la loro unica sfortuna è stata quella di morire con il peccato originale. L’unica frase che va chiarita è quella che si riferisce a Democrito allorquando Dante dice” che ‘l mondo a caso pone,”. Il grande poeta fiorentino con una semplice frase sintetizza il complesso pensiero dei cosiddetti filosofi del’”atomismo”. Lungi da questa trattazione l’idea di spiegare questa corrente filosofica, in sintesi vediamo cosa Dante intende con questa frase. L’atomismo è una corrente filosofica, fondata da Leucippo di Mileto, Democrito era un suo discepolo. Secondo Democrito, la conoscenza delle cose, parte dalla constatazione delle cose attraverso i sensi, si sviluppa mediante un’autonoma elaborazione intellettuale e logica dei dati, infine perviene ad una teoria in grado di “spiegare” ciò che i sensi si limitano a “mostrare”. Sembra che Democrito anticipi il metodo scientifico di Galileo, in realtà così non è, poichè nulla vi è di scientifico nella teoria di Democrito, tuttavia il fatto che i dati visibili percepiti dai sensi aprono la strada a quelli “invisibili” dell’intelletto (=atomi) già prelude ad una qualcosa di scientifico. In breve, Democrito sostiene che, contrariamente a quando postulato da Zenone, la materia si può dividere sino ad un certo punto, ossia si arriva ad un punto in cui la materia non è più divisibile, poiché se così fosse finirebbe per essere una non-materia. La parte più piccola, quella che non è più divisibile della materia, costituisce l’atomo, di conseguenze dividere la materia, significa semplicemente separare i singoli atomi che la costituiscono e non separare gli atomi che la rappresentano. Meraviglia come questo grande filosofo sia arrivato al concetto di atomo senza un’evidenza scientifica, ma solo con la speculazione filosofica. Solo questi brevi cenni illustrano come Dante fosse estasiato dai grandi filosofi greci e come ripudia il fatto di doverli collocare nell’inferno. Li destina in un luogo privo di sofferenze, e li mette insieme, in modo che essi possano discutere tra di loro e nutrirsi del loro sapere.
130Poi ch’innalzai un poco più le ciglia,
vidi ‘l maestro di color che sanno
seder tra filosofica famiglia.
133Tutti lo miran, tutti onor li fanno:
quivi vid’io Socrate e Platone
che ‘nnanzi a li altri più presso li stanno,
136Democrito, che ‘l mondo a caso pone,
Diogenès, Anassagora e Tale,
Empedocles, Eraclito e Zenone,
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