Divina commedia
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NoCanto IV
Il IV Canto dell’inferno è uno dei più complessi e per certi versi anomali della Divina Commedia. Pur trovandoci all’Inferno, si entra in un luogo dove non si soffrono pene corporali. Questo luogo è il Limbo, posto destinato alle anime dei bambini morti senza il battesimo e alle anime di uomini pii e saggi, morti prima dell’avvento di Cristo sulla terra, quindi con il marchio del peccato originale. Il Limbo è una “grande trovata” di Dante, il quale in questo modo riesce a salvare anime che essendo morte prima dell’avvento del Cristianesimo, avrebbero dovute essere condannate tra le sofferenze dell’inferno. Il Limbo è un luogo triste, cupo, dove si odono sospiri e tenui lamenti. Nessuno soffre penitenze corporali, ma l’assenza di Dio rende questi uomini tristi ed infelici. Anche le anime dei grandi patriarchi del Vecchio Testamento all’inizio furono accolte nel Limbo, poi la discesa di Cristo agli inferi le ha portato via e condotte nel Paradiso. Virgilio, guida e maestro di Dante, è anch’egli in questo luogo. I personaggi che Dante vede nel Limbo sono: Omero, Orazio, Ovidio, Lucano, Elettra, Ettore, Enea, Cesare, Cammilla ,Pantasilea, Latino, Lavinia, Bruto, Lucrezia, Iulia, Marzia, Saladino,Socrate, Platone, Democrito, Anassagora, Talete, Empedecle, Eraclito, Zenone, Diascoride,Orfeo, Tulo, lino, Seneca, Euclide, Tolomeo, Ippocrate, Avicenna, Galieno, Averrois.
