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NoGli ignavi (versi 22-51)
- Domenica 09 Novembre 2008
- Sezione:
- Categoria: Canto III
L’antinferno è caratterizzato dalla presenza degli ignavi, cioè di coloro che nella vita non presero mai una posizione. Corrono invano dietro una bandiera, un vacuo simbolo, che inseguono inutilmente. Sono esseri spregevoli. Per loro Virgilio pronuncia la famosa frase: “non ragioniam di loro, ma guarda e passa !”.
{mosgoogle}Si entra nell’inferno, o meglio si entra nell’anticamera dell’inferno, un pre-inferno in cui vi sono molti dannati che soffrono pene particolarmente intense. L’entrata all’inferno è accompagnata da un rumore assordante, da schiamazzi, da sospiri, da lamenti, da urla strazianti, dal battere di mani che accompagnano queste urla. Deve essere tremendo per Dante ascoltare questo frastuono che preannuncia le sofferenze a cui sono condannati queste anime. Dante si commuove, capisce l’atroce dolore che colpisce quelle anime e prova pietà, ma è solo l’inizio di quello che l’attende, molte saranno le sofferenze che dovrà sentire e vedere.
22Quivi sospiri, pianti e alti guai
Risonavan per l’aere sanza stelle,
per ch’io al cominciar lagrimai.
25Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle
28Facevan un tumulto, il qual s’aggira
Sempre in quell’aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.
Credo che chiunque abbia letto per la prima volta la Divina Commedia, si sia imbattuto in una forma di autoanalisi per capire quale tipo di punizione gli sarebbe toccato secondo la logica di Dante. E’ chiaro che chi nella vita ha ammazzato, ha tradito, ha rubato o commesso altre efferatezze, avrà solo l’imbarazzo della scelta su quale girone dantesco gli toccherà, altrettanto dicesi di chi ha condotto una vita integerrima, senza peccati, dedita al bene e al conforto degli altri, non ci saranno problemi, la via della salvezza è assicurata. Ma la gran parte delle persone, vive in un area grigia, dove non regna né il peccato in senso assoluto né il bene totale. La maggior parte delle persone conduce una vita, senza infamia e senza lode. Quando ho letto dei dannati che affollano l’anti-inferno ho subito pensato che questa sarebbe stata la zona più affollata dell’inferno, il luogo dove la maggior parte delle persone sarebbe finita. Perché questa è la zona degli ignavi.
Chi sono gli ignavi? E’ questa una categoria di persone che può interessare anche coloro che pensano di essere nel giusto e di condurre una vita integerrima. Credo che se la clemenza di Dio non ci verrà in soccorso, molti di noi finiranno in questa area dell’inferno, perché l’ignavia è un peccato molto diffuso che colpisce la maggior parte delle persone. Essere omertosi nei confronti di fatti delittuosi è ignavia, nessuno rischia la propria pelle per denunciare un delitto. Ecco che l’ignavia non è un concetto astratto. Dante li definisce “sanza ‘nfamia e sanza lodo”. Terribile è la punizione per questa categoria di peccatori che non sono collocati neanche all’inferno. Nemmeno i dannati li vogliono, poiché potrebbero avere nei loro confronti motivo di vanto, come dire: “Io ho ucciso, mentito o tradito e vengo giustamente punito, ma voi, che nella vita non avete fatto né il bene e né il male, siete ugualmente puniti come noi”.
E’ enorme la quantità di persone che appartengono a questa categoria, pochi sono quelli che nella vita non hanno avuto un momento di ignavia. “Il quieto vivere”, ecco quello che la maggior parte delle persone cerca nella vita, ma il quieto vivere a volte diventa ignavia. Quante volte non prendiamo posizione di fronte a problemi per il “quieto vivere”. Spero che la condanna per ignavia avvenga per fatti gravi altrimenti credo che ben poche persone scamperanno alla pena.
31E io ch’avea d’orror la testa cinta,
dissi “Maestro, che è quel ch’i odo ?”.
e che gent’è che par nel duol si vinta ?
34ed elli a me “ Questo misero modo
tengono l’anime triste di coloro
che vissero sanza ‘nfamia e sanza lodo.
37Mischiate sono a quel cattivo coro
De li angeli che non fuoro ribelli
Né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.
L’esempio tipico di ignavia è data da quegli angeli che allorquando Lucifero si ribellò contro il potere di Dio, non assunsero alcuna posizione, furono neutrali, essi non volevano scontentare nessuno, stavano in attesa degli eventi per poi magari schierarsi a favore del vincitore. Non c’è pietà per costoro, vengono condannati tra gli ignavi.
40Caccianli i cieli per non esser men belli,
Né lo profondo inferno li riceve,
ch’ alcuna gloria i rei avrebber d’elli”.
Queste anime dannate sono condannate in un modo spietato perché schiacciati dai cieli per la loro viltà, non son accolti neanche all’inferno.
Dante, come spesso gli capiterà quando vede i dannati soffrire, prova pena per loro e chiede a Virgilio per quale motivo i loro lamenti sono così intensi e forti. Virgilio spiega che queste anime sono quelle a cui è toccata forse la peggior sorte, perché essi come dire non sono “né carne né pesce”, in quanto la loro condizione è tale che essi pur sperando una seconda morte che li tolga da quella situazione, sanno che questa condizione per loro è eterna per cui invidiano tutte le anime, anche quelle che sono nel profondo degli inferi.
43E io: “Maestro, che è tanto greve
A lor, che lamentar li fa si forte ?”.
Rispuose: “dicerolti molto breve.
46Questi non hanno speranza di morte,
E la lor cieca vita è tanto bassa,
che ‘nvidiosi son d’ogne altra sorte.
49Fama di loro, il mondo esser non lassa;
Misericordia e giustizia li sdegna;
non ragioniam di loro, ma guarda e passa !”.
ed ecco una di quelle frasi che sono nella memoria collettiva di tutti, che tutti ricordano “Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”.Sono così inutili e superflue le loro esistenze, che non vale nemmeno la pena di perderci tempo a parlarne. Superfluo è discutere di loro.
In sostanza quando quanto vogliamo manifestare tutto il nostro disprezzo per delle persone, possiamo usare l’espressione dantesca :” Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”
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