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Canto III

Il III canto dell’inferno è vibrante, intenso ed emozionante. Vi sono situazioni e personaggi che fanno parte ormai della “memoria collettiva”. L’antinferno con le sofferenze degli ignavi, aprono la scena. Dante nella moltitudine delle anime riconosce una persona, egli lo definisce “L’uomo del gran rifiuto”, costui è papa Celestino V che abdicando al seggio papale favorì l’ascesa al pontificato di Bonifacio VIII, nemico di Dante. Poi si passa sulle rive del fiume Acheronte dove una folla enorme di dannati attende l’arrivo del terribile demone Caronte, che con i suoi occhi di brace terrorizza le anime che lo attendono. Un Dante spaurito, emozionato e trepidante, ci conduce per mano verso gli anfratti più reconditi del peccato e delle malvagità umane.

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1 Parafrasi 10353
2 Caron Dimonio 5273
3 L'ombra di colui, che fece per viltade il gran rifiuto: Papa Celestino V (versi 52-69) 1909
4 Gli ignavi (versi 22-51) 9411
5 "Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate" (versi 1-21) 7515