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Il sogno di Freud

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Il sogno di Freud

(tratto dal libro "L'interpretazione dei sogni" di Sigmund Freud)

Premessa

Nell'estate 1805 avevo avuto in cura psicoanalitica una giovane donna legata a me e ai miei da viva amicizia. Si capisce subito che un simile insieme di rapporti può diventare fonte di molteplici turbamenti per il medico, e in particolare per lo psicoterapeuta. L'interesse personale del medico è maggiore, minore la sua autorità: un qualsiasi insuccesso minerebbe la vecchia amicizia con i parenti dell'ammalato. La cura terminò con un successo parziale, la paziente perdette la sua angoscia isterica ma non tutti i suoi sintomi somatici. A quell'epoca non ero ancora molto sicuro dei criteri che caratterizzano la risoluzione definitiva del processo isterico, e pretendevo dalla paziente una soluzione che non le sembrava accettabile. In questo disaccordo, interrompemmo la cura per il sopraggiungere dell'estate. Un giorno venne da me un giovane collega, uno dei miei amici più intimi,che era andato a far visita in campagna alla mia paziente, Irma, e alla sua famiglia. Gli chiesi come l'avesse trovata e mi rispose:"Sta meglio,ma non del tutto bene". So che le parole del mio amico Otto, o forse il tono in cui furono dette, mi irritarono. credetti di sentire in esse un rimprovero, come se avessi promesso troppo alla paziente, e collegai, non so se a torto o a ragione, la presunta presa di posizione di Otto contro di me all'influenza dei familiari dell'ammalata, che, a quanto ritenevo, non avevano mai visto di buon occhio il mio trattamento. Del resto, questa penosa sensazione non mi risultò chiara, nè io la espressi. La sera stessa scrissi il resoconto clinico della malattia di Irma, per consegnarlo, quasi a mi agiustificazione, al dottor M., un comune amico che in quel tempo era la personalità dominante del nostro ambiente. La notte ( o meglio il mattino seguente), ebbi questo sogno che trascrissi immediatamente dopo il risveglio.

Sogno del 23-24 luglio 1895

Un grande salone, molti ospiti, che stiamo ricevendo. Tra questi, Irma, che prendo subito in disparte come per rispondere alla sua lettera e rimproverarla di non accettare ancora la "soluzione". Le dico:"Se hai ancora dolori è soltanto colpa sua." Lei risponde:"Sapessi che dolori ho ora alla gola, allo stomaco, al ventre, mi sento tutta stretta". Mi spavento e la guardo: è pallida, gonfia. Penso: dopo tutto forse non tengo conto di qualcosa di organico. La porto alla finestra e le guardo la gola. Irma mostra una certa riluttanza, come le donne che portano la dentiera. Penso che ne ha proprio bisogno. La bocca poi si apre bene, e vedo a destra una grande macchia bianca e in un altro punto, accanto a strane forme increspate, che imitano evidente le conche nasali, estese croste grigiastre. Chiamo subito il dott. M, che ripete la visita e conferma...Il dottor M. ha un aspetto assolutamente diverso dal solito: è molto pallido, zoppica, non ha la barba al mento...Anche il mio amico Otto si trova ora accanto a Irma e l'amico Leopold la percuote sul corsetto e dice:"C'è una zona di ottusità in basso a sinistra"; e indica inoltre un tratto di cute infiltrata alla spalla sinistra (cosa che anch'io sento nonostante il vestito)...M. dice:" Non c'è dubbio, è un'infezione; ma non importa; sopraggiungerà una dissenteria e il veleno sarà eliminato..."Inoltre sappiamo subito da dove proviene l'infezione. Qualche tempo fa, per un'indisposizione, l'amico Otto le ha fatto un'iniezione con un preparato di propile, propilene...acido propionico...trimetilamina (ne vedo la formula davanti ai miei occhi, stampata in grassetto)...non si fanno queste iniezioni con tanta leggerezza...probabilmente anch ela siringa non era pulita.

Questo sogno ha un pregio rispetto a molti altri. Risulta subito chiaro a quali avvenimenti del giorno precedente esso si riallaccia e che argomento tratta. Ce ne informa la premessa. le notizie sulla salute di Irma avute da Otto, la storia della malattia che ho scritto sino a notte inoltrata, hanno occupato la mia attività psichica anche durante il sonno. Eppure nessuno potrebbe, dopo aver preso conoscenza della premessa e del contenuto del sogno, intuire il significato del sogno stesso. Io stesso lo ignoro. mi meraviglio dei sintomi morbosi di cui Irma si lamenta in sogno, perchè non sono gli stessi per i quali io l'ho avuta in cura. Sorrido all'assurda idea di un'inezione con acido propionico e delle parole di consolazione del dottor M. Verso la fine il sogno mi sembra più oscuro e più fitto che all'inizio. Per trovarne il significato di tutto ciò debbo decidermi a un'analisi minuziosa.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Febbraio 2009 16:57

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