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NoLa proposizione causale
- Mercoledì 12 Novembre 2008
- Scritto da Pier Roberto Lucisano
- Sezione:
- Categoria: Grammatica latina
La proposizione causale è una subordinata che esprime la causa di quanto avviene affermato nella reggente.
Può essere:
- Oggettiva o reale quando risulta che la causa è direttamente vera e quindi condivisa dallo scrittore; si esprime al modo indicativo.
Esempio:
Miserum te iudico, quod numquam miser fuisti (Sen.)
Ti considero infelice, perché non lo sei mai stato.
- Soggettiva o obliqua quando risulta che la causa, che può essere vera o falsa, è enunciata non come pensiero dello scrittore; si esprime al modo congiuntivo.
Esempio:
Noctu ambulabat in publico Themistocles, quod somnum capere non posset (Cic.)
Temistocle passeggiava di notte in pubblico perché, a suo dire, non riusciva a prendere sonno.
Le proposizioni causali sono introdotte da: quod, quia, quoniam, quandoquidem, siquidem, propterea quod, quando.
Anche cum + congiuntivo, secondo la consecutio temporum, traduce la proposizione causale.
Approfondimento
Talvolta nella proposizione reggente è presente una forma prolettica che annuncia la successiva causale come ad esempio eo, ideo, idcirco, ob eam causam, ea re.
Il quod ha una valore causale-dichiarativo quando si trova dopo i verba affectuum e dopo i verbi che hanno il significato di "lodare, biasimare, accusare, condannare" e dopo i verbi che esprimono un ringraziamento.
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