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NoLa morale
- Martedì 22 Marzo 2011
- Sezione:
- Categoria: Kant
Uno degli aspetti più interessanti di Kant è quello relativo alla morale del dovere e della libertà. La morale di Kant si basa sul rispetto delle leggi. Le leggi che regolano la nostra vita non sempre ci consentono di seguire il nostro istinto, dobbiamo quindi scendere a dei compromessi tra quello che dobbiamo essere e quello che realmente siamo. Le leggi non ci dicono cosa possiamo fare ma come dobbiamo comportarci quando facciamo qualcosa. Grazie alla suddivisione tra massime, che hanno un valore soggettivo e imperativi che invece hanno un valore oggettivo, è possibile riuscire a definire qualcosa che sia valido per tutti. Infatti gli imperativi si suddividono a loro volta in ipotetici e categorici, in cui i primi hanno la forma del “se” … “devi”, mentre i secondi hanno la forma del “devi”. Mentre le massime possono essere utilizzate per qualcosa di puramente soggettivo, gli imperativi categorici risultano adatti invece per la formulazione di leggi oggettive e universali. Una legge secondo Kant ad esempio non giustifica l’omicidio, mentre una massima (e quindi qualcosa che non può diventare legge) potrebbe ammettere l’omicidio come vendetta di un torto subito. La morale di Kant non ordina all’uomo come deve comportarsi ma invita al rispetto delle leggi, che devono essere inoltre private degli aspetti che deviano la morale stessa, quindi i sentimenti e le emozioni. La morale di Kant si basa molto su come si compie un’azione e non su ciò che si fa. Ad esempio può capitare di trovare un portafogli a terra. Le reazioni di chi lo trova potrebbero essere di prenderlo e tenerlo per sé oppure tentare di scoprire a chi appartiene e restituirlo, ma questa decisione potrebbe derivare da due motivi diversi. Il primo è quello di chi segue l’insegnamento di Kant ovvero del dovere morale di restituire qualcosa che non ci appartiene e che sicuramente qualcun altro ha smarrito. La seconda motivazione è quella di obbedire alla legge perché costretti (magari perché è presente una videocamera che ha registrato la nostra azione). Secondo Kant quindi bisogna agire obbedendo alle leggi non perché si è costretti ma perché spinti da un dovere morale. Tuttavia le leggi non mirano alla felicità dell’uomo in quanto sono private delle emozioni che caratterizzano l’istinto dell’uomo. Le leggi che regolano la nostra vita non sempre ci consentono di seguire quello che i nostri sentimenti e le nostre emozioni (quindi il nostro istinto) ci suggeriscono, quindi dobbiamo adeguarci a quelle leggi che permettono all’uomo di raggiungere la “santità etica”. La morale serve all’uomo ad evitare quello che l’istinto lo induce a fare, ad esempio rubare. È riconosciuto da tutti che questo gesto non è ammissibile in quanto creerebbe il disordine più totale se la legge lo tollerasse. La morale di Kant non impone alcun ordine ma cerca di trovare un equilibrio fra tutti gli uomini i quali possono agire in libertà ma nel rispetto delle leggi ovvero nel rispetto della dignità degli altri uomini, poiché è noto che “la libertà di ognuno, finisce quando inizia quella di un altro”. Calpestare la libertà degli altri uomini significa compiere un gesto immorale che porta quindi alla inosservanza delle leggi stesse e di conseguenza al disordine della civile convivenza tra le persone, con società che vivrebbero nella violenza e nella sopraffazione del forte sul debole.
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