Vedi anche

Vedi anche

Informatica

Utenti online

No

Kant e Dio

  • PDF

Dio esiste o no?

Che il destino a volte giochi strani scherzi alla vita degli uomini è ampiamente comprovato.Immanuel Kant ne è l'esempio lampante. Per una strana e inspiegabile legge del contrapasso, tutta l'immensa intelligenza di Kant, scompare verso gli ultimi anni della sua vita, quando il filosofo viene colpito dal morbo d'Alzheimer, che notoriamente stravolge le capacità intellettive degli uomini riducendoli a volte a puri vegetali. Questo per dire che anche la vita di "un grande del pensiero filosofico" è nella mani di qualcosa di indecifrabile e indefinibile. Da questa considerazione sulla imperscrutabilità della vita umana, nasce una domanda: Immanuel Kant era un credente o un ateo? E soprattutto che idea si era realmente fatta dell'esistenza di Dio. Sappiamo che alla fine tutte le speculazioni filosofiche "vanno a parare" alla "domanda delle domande": Dio esiste oppure no? Sul pensiero di Kant riguarda tale quesito, un primo indizio lo possiamo ricavare dall'epitaffio che, tratto dalla Critica della ragion pura, è scritto sulla tomba:"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero. Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro dei me". Chi pensa e scrive queste cose sicuramente si sarà posto il problema dell'esistenza di Dio.

Kant e la religiosità

Kant era figlio di un sellaio prussiano, mentre la madre era una seguace del pietismo, una forma di religiosità protestante, sorta in polemica con il luteranesimo istituzionale. L'ambiente domestico era già dunque impregnato di religiosità, cosa che influenzò il giovane Kant, il quale seguendo le indicazioni della madre continuò i suoi studi in un collegio, dove i principi del pietismo erano alla base dell'educazione religiosa.

Kant si occupa della religione e delle sue manifestazioni esteriori in maniera apparentemente distaccata, e lo fa, anche per non incorrere nell'ostracismo della rigida morale del protestantesimo prussiano che vigilava rigorosamente sugli scritti di carattere religioso, censurando severamente tutto quello che non era aderente al rigido moralismo della società prussiana contemporanea a Kant.

Umono moto misurato, Kant aveva abitudini di vita ordinate e sobrie, egli aveva già avuto a che fare con le autorità prussiane per degli scritti non graditi al governo. In un paragrafo delle sue Lezioni di etica, dal titolo "Religione entro i limiti della semplice ragione" si sofferma sui mezzi della Grazia (culto, sacramenti, frequentazioni della chiesa) e ne esamina il contenuto. In sintesi il pensiero di Kant può essere riassunto nelle sue stesse parole:"la preghiera intesa come culto divino interiore e formalistico, e perciò come mezzo della grazia, è un illusione superstiziosa (un feticismo). In questo senso, infatti, essa è semplicemente l'espressione dei nostri desideri fatta a un Essere che non ha nessun bisogno di vedere espresso il sentimento religioso del soggetto desiderante". La critica di kant, non è indirizzata tatnto alla preghiera in sè stessa, quanto al fatto che per ottenere qualcosa dall'Essere superiore, basta invocarlo e chiedergli quello che si vuole. Tutto questo è ritenuto da Kant feticismo, nel senso che sostituisce un atto semplicemente formale, ad una condotta morale che è la sola che autorizza a chiedere qualcosa all'Essere superiore. Tuttavia lo stesso Kant in un'ulteriore formulazione del suo pensiero, sostiene che la morale, può determinare la religiosità e di conseguenza, quest'ultima, essere espressione della morale stessa, e dunque utile mezzo per arrivare all'Essere superiore. Chiedere aiuto a Dio senza avere una condotta morale coerente con i principi del Dio stesso è una menzogna, è una falsità, poichè a Dio si deve chiedere aiuto solo per adeguarsi alla sua morale, che è la sola che ci avvicina all'Essere superiore.

La tematica di Kant sul rapporto dell'uomo con la religione è quindi con Dio, è centrale nello scritto La preghiera, uno scritto non databile, tratto dagli appunti che Kant annotava su svariati argomenti e probabilmente non destinati alla pubblicazione. Kant esclude in maniera categorica gli effetti soprannaturali della preghiera, alla luce del fatto che l'uomo ignorando quale sia la natura di Dio, non può fargli richieste precise, egli tuttavia non esclude benefici effetti dell'invocazione di Dio, nel senso che la persona che si rivolge a Dio, psicologiamente sente di comunicare con qualcosa di trascendentale e moralmente ne ricava un miglioramento. Il ragionamento di Kant è in realtà più complesso. Egli sostiene che chi crede in Dio, deve attenersi ai suoi principi morali, conducendo una vita coerente con gli insegnamenti di Dio, se si segue questa strada, ossia se si vive in base alla morale di Dio, si è già nella "grazia del Signore" e dunque non è necessario rivolgergli alcuna preghiera. Una vita nella pienezza morale degli insegnamenti di Dio fanno cessare di pregare, non per orgoglio, ma perchè Dio è dentro la legge morale, viceversa la preghiera, come altre esteriorità religiose, possono essere una "scorciatoia", nel senso che si devia dalla morale di Dio e si cerca comunque di ottenere qualcosa da un Essere che non conosciamo e al quale non crediamo, poichè non viviamo coerentemente con la sua morale.

 c) Kant e il "padre nostro"

L'atteggiamento prudente e a tratti ostili di Kant nei confronti della religiosità, presenta un'eccezione che è degna di essere menzionata. Nella sua "Religione entro i limiti della semplice ragione", Kant ribadisce il suo pensiero sulla religiosità, tuttavia pone un'eccezione per la preghiera del "padre nostro". E' sorprendente come una preghiera tutto sommato semplice e a conoscenza di tutti, possa avere destato tanto interesse per il filosofo. Kant afferma che con il "padre nostro" si ha un'autentica disposizione morale nei confronti di Dio, si parla direttamente a Dio, si invoca di essere coerente ai suoi insegnamenti. Si prega perchè venga fatta "la sua volontà". E' un modello di preghiera che elimina tutte le ipocrisie, poichè non si chiede nulla se non una buona condotta morale. Alla base del pensiero di Kant sul "padre nostro" c'è l'eliminazione di quella forma di ipocrisia che caratterizza i nostri rapporti con Dio. Noi chiediamo a Dio sempre qualcosa, speriamo sempre che Dio compia per noi un miracolo, invece nel "padre nostro" non si chiede nulla se non che la nostra condotta di vita venga guidata dalla morale di Dio. A queste osservazioni di Kant sono state fatte alcune critiche, in particolare quando la preghiera recita "dacci oggi il nostro pane quotidiano". In queste parole c'è una richiesta di qualcosa di materiale, che sembra smentire le teorie di kant. Per sfuggire a questa critica, Kant spiega che "il pane quotidiano" deve essere inteso come richiesta che la nostra natura animale venga sopita affinchè l'azione morale non venga disturbata dai bisogni esteriori.

d) "Ho eliminato la scienza per far posto alla fede"

La frase suddetta è stata scritta da Kant nella prefazione alla seconda edizione della Critica della ragion pura.In queste parole c'è l'essenza del pensiero di Kant sull'esistenza di Dio. Kant conosceva alla perfezione le teorie proposte per dimostrare l'esistenza di Dio, quella ontologica di San'Anselmo d'Aosta a quella cosmologica di San Tommaso d'Aquino a quella fisico teologica o telelogica secondo la quale l'esistenza di Dio è dimostrata dalla realtà ordinata e strutturata, che per esistere, deve per necessità essere concepita da una mente ordinatrice, che viene associata a Dio.

Ma, si chiede Kant: perchè l'uomo ha la necessità di dimostrare l'esistenza di Dio?E soprattutto può un essere con un pensiero limitato e finito come l'uomo, definire un Essere dal potere infinito e illimitato?La sintesi del pensiero kantiano può essere definita "ermeneutica della finitudine" proprio perchè l'uomo che ha per caratteristica cose finite e limitate non può fare esperienza dell'infinito. Queste considerazioni tuttavia non risolvono il quesito iniziale, se cioè considerare Kant un ateo o un credente, ma ci consentono di dire che il filosofo sostiene l'impossibilità della metafisica di dimostrare l'esistenza di un Essere superiore. Del resto Kant sostiene che se Dio, per essere creduto, deve essere preventivamente dimostrato, allora non è più grande dell'uomo che lo pensa, cioè delle due l'una: o Dio è un'evidenza che siimpone da sè, rendendo inutile le prove della sua esistenza, oppure non non esiste, o se esiste, è inconoscibile. Dunque Kant nè ateo nè agnostico, ma un uomo che ha "eliminato la scienza per far posto alla fede".

e) Kant ateo, agnostico o credente?

Sebbene non possa essere provato in modo inequivocabile, possiamo affermare che kant non era ateo. Se ci si attiene al termine letterale della parola ateo, ovvero "senza Dio", o di colui che rifiuta la credenza di almeno una divinità, Kanto non può essere definito tale. Kant potrebbe allora apparire un agnostico, ossia un uomo che sull'esistenza di Dio "sospende il giudizio", che cioè si astiene dall'esprimerlo poichè non possiede prove per dimostrarne l'esistenza. Ma anche quest'ultima definizione non appare appropriata al complesso modo di pensare del filosofo. Kant non ega l'esistenza di Dio, ma contesta la possibilità che la ragione umana possa spiegarne l'esistenza. Non a caso egli parla di "fede", ovvero di credere a Dio senza che egli possa essere dimostrato in maniera razionale. Kant critica il ragionamento metafisico quando pretende di dimostrare l'esistenza di Dio, ma il fatto che Dio non può essere dimostrato, non significa che non esista. E' inutile dimenarsi alla spasmodica ricerca di prove che ne confermino l'esistenza. Come dice lo stesso Kant"...il problema sorge quando si cercano prove concrete sull'esistenza di Dio: allora, non avendo riscontro con la realtà fattuale, ci abbandoniamo all'immaginazione, staccandoci dalla stessa esperienza, per poi cercare di tornarvi in un non precisato modo pur di soddisfare il bisogno insopprimibile della nostra regione di ordine, sistematicità, compiutezza e unità sintetica".

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Dicembre 2010 20:09

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna